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INFORM - N. 64 - 29 marzo 2001

ACLI Baviera: più personale per il Consolato Generale d'Italia

MONACO - Sempre più frequentemente negli ultimi mesi i nostri connazionali sono confrontati con ritardi estenuanti nel caso di rinnovo o rilascio dei passaporti: non di rado si tratta di tre-quattro mesi. E' quanto fanno presente le Acli della Baviera in una lettera aperta al Console generale d'Italia, rilevando che gli italiani residenti nella Circoscrizione consolare di Monaco di Baviera sono costretti a sopportare gravi disagi a causa del documento scaduto, aggravati dalle oggettive difficoltà degli utenti di comunicare attraverso le vie telefoniche, un sistema poco adeguato alle esigenze.

Sappiamo - scrive il presidente della Acli della Baviera, Carmine Macaluso - che il personale del Consolato generale d’Italia (attualmente 22 dipendenti) non è sufficiente, nonostante il prodigarsi, per il numero di connazionali residenti nella Circoscrizione (75.000 mila), a fronteggiare le richieste ed istanze della collettività, anche in considerazione del vasto territorio di competenza e della molteplicità dei servizi previsti dalla rete consolare. (A confronto il Consolato di Francia a Monaco di Baviera, con 19 impiegati, serve una collettività di circa 20.000 francesi).

La situazione si complica nel momento in cui gli uffici per gli stranieri dei Comuni tedeschi in Baviera, per i quali la carenza di personale non rappresenta una giustificazione, recapitano agli interessati lettere di ammonimento o addirittura di denuncia per non avere rispettato i tempi imposti e ottemperato alle normative per la presentazione e registrazione di un documento valido.

Al Ministero degli Esteri le Acli della Baviera chiedono di intervenire concretamente con l'aumento dell'organico del Consolato generale d’Italia , attraverso personale reperito in loco, a garanzia della puntualità ed efficienza del servizio. Le Acli sostengono infine l'esigenza di prolungare a dieci anni la validità del passaporto e che ai cittadini dell’Unione europea un documento d’identità possa essere rilasciato dai Comuni di residenza, nel Paese d’accoglienza. (Inform)


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