* INFORM *

INFORM - N. 63 - 28 marzo 2001

Da "Tribuna Italiana", Buenos Aires - Sull'informazione di ritorno "La Finestra di Mario Basti"

Era importante la visita di Ciampi?

BUENOS AIRES - Caro Lettore, preciso subito a scanso di equivoci, che la recente visita del Presidente Ciampi è stato un fatto di notevole importanza, sia per l'Italia e l'Argentina, perché darà impulso alle relazioni economiche fra i due Paesi e alla diffusione della cultura italiana in Argentina, sia per quel che riguarda specificamente noi, cioè la comunità italiana dell'Argentina. Per noi è stato e rimarrà il fatto dell'anno, perché il Presidente, pur se non ci ha portato l'atteso regalo del voto, ci ha portato l'Italia, che egli impersona e rappresenta, ha avuto modo di conoscerci meglio e ora dal Quirinale potrà - lo speriamo - sensibilizzare gli altri Palazzi romani della politica, ove si prendono lo decisioni, affinché, fra queste, ci siano anche quelle che attendiamo da tempo sui nostri problemi.

Ma allora, dirai caro Lettore, come si spiega l'interrogativo del titolo?

Si spiega col fatto innegabile che a questa visita è stato dedicato scarso spazio e poco rilievo dal più autorevole giornale italiano, il "Corriere della Sera", che da più di un anno si vende a Buenos Aires e che, per questa presenza fra noi riceve dallo Stato miliardi di lire, proprio per informare gli italiani dell'Italia su quel che avviene nelle comunità italiane allšestero, sulle loro opere, sui loro problemi. Cioè in altre parole, perché pubblichino "notizie di ritorno".

E quale spazio, quale rilievo ha dedicato il "Corsera" alla visita? Mercoledì 14, cioè all'indomani dell'arrivo di Ciampi, nulla. Giovedì nell'ultima colonna di prima pagina un ottimo articolo di Francesco Venturini "Ciampi in Argentina - Quel ponte con l'America Latina" che continuava a pagina 9, pagina dedicata per poco più della metà alla visita, ma ponendo l'accento più sulle relazioni italo-argentine, che sugli incontri con la nostra comunità. Per questi incontri solo DUE RIGHE sulle "scontate recriminazioni" dei nostri rappresentanti e, poi, gli ultimi due capoversi, uno (10 righe) sulla visita all'Ospedale Italiano, l'altro (9 righe) sul confronto con la collettività italiana al Coliseo. "Y pare de contar", come dicono qui.

Poi, venerdì 16, a pagina 5 altro articolo a tutta pagina ma non sulla visita, bensì su un severo richiamo di Ciampi per chiedere alla RAI e ai politici correttezza nella campagna elettorale.

Infine, sabato 17, ancora un titolo su Ciampi (pag. 7) ma sempre sul richiamo severo del Presidente, irritato perché in un programma della RAI, Satyricon, l'Italia era stata definita "questo Paese di m..." e i dirigenti della RAI e della maggioranza del centro-sinistra, invece di deplorarlo, minimizzavano l'oltraggio in nome della libertà. Quale libertà, quella della m...? Alla fine di questo servizio sull'indignazione del Presidente, 16 righe sull'incontro con la comunità italiana di Rosario.

Ecco spiegato il perché del punto interrogativo del titolo. Al quale aggiungiamo un altro: servirà la visita di Ciampi - noi vogliamo sperarlo - a far decidere Roma anche su come dar meglio i contributi alla stampa, cioè non vari miliardi a un paio di giornali d'Italia perché informino - ma non lo fanno - sulle comunità italiane all'estero e solo due miliardi a 200 testate delle comunità italiane all'estero che non solo informano sulle vicende italiane, ma documentano le opere e i giorni di tali comunità, i loro problemi e le loro realizzazioni? Speriamo in Ciampi! Ti saluto cordialmente (Mario Basti)


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