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INFORM - N. 63 - 28 marzo 2001

I giovani italiani che vivono all'estero reclamano maggiore attenzione dall'Italia. A Johannesburg la Commissione Continentale del CGIE per l'area anglofona extraeuropea. L'intervento di Tremaglia

JOHANNESBURG - A Johannesburg si è svolto l’incontro continentale di area anglofona del CGIE, che raduna i membri del Consiglio provenienti dall’Australia, Usa, Canada e Sud Africa, con al centro del dibattito la problematica dei giovani.

Incontro importante tenutosi nel grande salone del "Centro Italiano" di Johannesburg, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia, del Console Generale e del Ministro Marsili, Direttore Generale degli Italiani all’Estero e delle Politiche Migratorie della Farnesina, e con la partecipazione di venti esperti in rappresentanza dei giovani italiani e di quelli di origine italiana residenti in società complesse come quella australiana, nordamericana e sudafricana.

I giovani italiani che vivono all’estero reclamano maggior attenzione da parte dell’Italia nei confronti di chi è alla ricerca della propria radice e del proprio retaggio, con un bagaglio di cultura rappresentato dalle società locali che deve essere considerato come arricchimento e strumento di confronto e di collegamento dell’Italia con i paesi che ospitano forti collettività. A questo incontro ha presenziato l’on. Mirko Tremaglia, che ha ricevuto dalle mani del Presidente del Comites di Città del Capo, Renato Fioravanti, una targa voluta dai tre Comites del Sud Africa (Durban, Johannesburg e Città del Capo) a nome dell’intera collettività italiana in Sud Africa, per l’impegno, la dedizione e la tenacia con cui l’on. Tremaglia ha lottato in Parlamento e fuori per riuscire ad ottenere l’esercizio del diritto di voto all’estero.

L’avv. Maurizio Mariano, membro del Comitato di Presidenza del CGIE per il Sud Africa, ha ricordato che il parlamentare della Destra si è guadagnato sul campo in stima degli italiani nel mondo grazie al suo impegno quarantennale a favore di diritti civili, democratici e sociali della nostra emigrazione.

Numerosi sono stati gli interventi, come quello del Direttore della Voce d’Italia di Johannesburg Porciani, che ha dichiarato che gli italiani all’estero hanno ancora bisogno dell’impegno di Tremaglia a favore dell’emigrazione, per cancellare lo scempio che è stato consumato a danno dei "grandi dimenticati". Gli applausi della numerosa platea hanno salutalo calorosamente il "deputato degli emigranti" che ha spiegato le vicissitudini e denunciato le responsabilità di coloro che in Parlamento hanno remato contro l’approvazione della legge ordinaria.

"Vi sono responsabilità che vanno denunciate, come quella riguardante la maggioranza del Governo che ha rallentato sistematicamente la discussione in Senato della legge ordinaria", ha dichiarato Tremaglia. "Il Presidente della Repubblica va ringraziato perché a Buenos Aires, incontrando la nostra comunità, si è impegnato di dare da portavoce, e quindi da garante, affinché la legge ordinaria venga approvata nella prossima legislatura".

Tremaglia ha poi affermato che non è cosa di poco conto aver cambiato ha Costituzione due volte ed aver inserito a pieno titolo nella Carta costituzionale gli italiani all’estero. Bisogna giustamente protestare contro il Parlamento e contro il Governo che non hanno dato corso alla riforma costituzionale. Per vincere però, ha continuato Tremaglia, bisogna andare oltre, bisogna già iniziare la riscossa per togliere una assurda discriminazione a danno di milioni di italiani che, con il voto, vogliono essere parte integrante della propria Patria. Tremaglia, fra gli applausi dei presenti, ha infine ringraziato per il lavoro svolto i Comites e le associazioni, talvolta in stato di totale abbandonato e trascurati dallo Stato, assente da sempre in emigrazione.

Nel successivo dibattito è intervento Enzo Centofanti (USA) che ha sottolineato le carenze di Rai International nel soddisfare le esigenze di una informazione adeguata per le nostre comunità. Mentre Carlo Consiglio (Canada) ha denunciato lo stato di disagio esistente nelle nostre rappresentanze diplomatico-consolari, lasciate allo sbaraglio da Roma, che talvolta interviene con decisioni assurde come quella, ad esempio, della chiusura dei consolato in una città importante come Durban - decisione che ora, a seguito delle vivaci proteste, sembra sia stata congelata. (Inform)


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