* INFORM *

INFORM - N. 62 - 27 marzo 2001

CGIE: Riunione Continentale area anglofona extraeuropea - Johannesburg 26-27-28 Marzo 2001

Rete Consolare - La relazione di Lorenzo Della Martina (CGIE)

I Consolati d’Italia in Sudafrica sono quattro: il Consolato Generale di Johannesburg, il Consolato di Città del Capo situato presso l’Ambasciata d’Italia, il Consolato di Durban e la Cancelleria Consolare di Pretoria, pure situata presso l’Ambasciata d’Italia.

Per motivi ancora oscuri, benché si parli di ragioni economiche, il MAE (Ministero degli Affari Esteri) aveva deciso di chiudere o degradare il suo Consolato di Durban, destando così la costernazione non solo dei connazionali ed oriundi del KZN (KwaZulu-Natal), ma anche delle autorità locali.

Da anni ormai, in diverse occasioni, ho presentato analisi puntuali della importanza di questa regione nel contesto del continente africano.

Il KZN ha una superficie uguale ad un terzo della Repubblica italiana e una popolazione di oltre nove milioni di abitanti, il 25% della popolazione nazionale. Tra questi, circa 4500 sono nostri connazionali e altrettanti sono oriundi.

Il KZN è una terra incantevole per viverci, per turismo e per motivi economici. Vanta un clima stupendo, bellezze sceniche, splendide risorse balneari, ottime praterie, valli, colli e monti, vasti parchi di animali selvaggi, infrastrutture a livello di primo mondo e i due porti più importanti e più grandi dell’Africa. L’acqua è la risorsa più preziosa dell’Africa e il KZN ne possiede in abbondanza. Infatti, vende acqua alle altre regioni, in modo particolare al Gauteng (Johannesburg). Inoltre, nel KZN esistono miniere di carbone ed altri minerali, vaste piantagioni di canna da zucchero con numerose raffinerie, piantagioni di pini ed eucalipti, nonché il più grande stabilimento di cellulosa del mondo, progettato e costruito dagli italiani negli anni 1953/54.

Durban ospita le sedi di due importanti compagnie di navigazione italiane, una delle quali, la Mediterranean Shipping Company, è la più grande dell’Africa e la terza nel mondo. L’attuale aeroporto internazionale di Durban è in fase finale di ristrutturazione ed un altro è stato progettato e verrà realizzato prossimamente. Nel centro di Durban è situato uno dei complessi internazionali per convegni dei più importanti del mondo e di gran lunga il più grande e prestigioso del Sudafrica.

Si dice che il KZN possiede tutto, che è la terra più piacevole del Sudafrica e la più conveniente per stabilire compagnie e fabbriche di manifattura per il mercato internazionale. Infatti, gli esperti sostengono che nel prossimo futuro il maggior sviluppo economico ed industriale del Sudafrica avrà luogo in questa regione.
Il Santo Padre ha premiato Durban nominando cardinale l’arcivescovo Wilfred Fox Napier, uno dei quattro arcivescovi del Sudafrica. Il neo-cardinale, che ha ricevuto l’investitura ufficiale durante il concistoro del 21 febbraio u.s., è l’unico cardinale dell’Africa australe. I giornali locali hanno affermato con sommo orgoglio che questa carica è anche un tributo e un onore alla città di Durban. Il neo-porporato sarà ospite d’onore al Club Italiano di Durban domenica 29 aprile p.v. insieme all’Ambasciatore d’Italia Renato Volpini, al Console d’Italia a Durban Giovanni Davoli e al connazionale padre Massimo Biancalani.

Il Consolato d’Italia in Durban, nonostante la grave scarsità di personale, svolge inter alia le seguenti attività:

1. erogazione di numerosi servizi ai connazionali,

2. rilascio di visti a migliaia di sudafricani,

3. promozione della presenza politica, commerciale e culturale dell’Italia in questa importantissima e strategica regione del Sudafrica,

4. gestione di un progetto italiano di cooperazione allo sviluppo del valore di oltre otto miliardi di Lire per il Sudafrica, di cui cinque miliardi a favore del KZN.

Considerati tutti gli aspetti positivi della realtà di questa regione, perché – si chiede la comunità italiana locale – lo Stato italiano non ha condiviso la visione del Vaticano ma, al contrario, ha sottovalutato questa terra, tentando di chiudere o degradare il suo Consolato, ignorando i disagi che ciò avrebbe procurato?

Ecco qui di seguito le espressioni di quattro maggiori esponenti della comunità:

- Achille du Plessis, presidente della Società Dante Alighieri del KZN e membro del Comites KZN: "La nostra è una regione dove gli italiani hanno lasciato il segno in ogni aspetto della vita, pur continuando a coltivare i legami personali, culturali e commerciali con la madrepatria. Solo un Console che comprenda le particolari circostanze in cui operano le nostre istituzioni è in grado di consigliarci efficacemente e, quando necessario, di intervenire a nostro favore. L’attuale Console d’Italia a Durban, Giovanni Davoli, svolge questo compito egregiamente. Chiudere il Consolato italiano di Durban sarebbe come negare tutto ciò che abbiamo fatto per sostenere gli interessi e i prodotti italiani e per promuovere lo stile di vita italiano in questa società profondamente cosmopolita."

- Noverino Canonici, vice-presidente del Comites KZN: "Il Consolato di Durban serve sia la comunità italiana che quella locale e svolge delle funzioni essenziali per l’economia italiana, facilitando il commercio con l’Italia. Molti dei minerali d’importanza strategica sono stati esportati in Italia dai porti di Durban e insieme con l’oro hanno costituito il nucleo della ricchezza commerciale e industriale italiana. La collettività italiana consiste di oltre 4.000 cittadini iscritti all'AIRE e di oltre 5.000 oriundi, ma che si sentono ancora italiani. Tra questi ultimi ci sono migliaia di giovani professionisti e imprenditori che danno lustro al nome della madrepatria. Nei circa trenta anni di residenza in questa regione, ho spesso avuto a che fare con il Consolato, sia come direttore responsabile dei corsi integrativi di lingua e cultura italiana, sia come esponente della comunità attraverso il Comites, sia anche come legame culturale tra gli italiani e la vasta nazione zulu, funzione questa richiestami dal fatto che sono ordinario di lingua e letteratura zulu presso l’università del Natal a Durban. Gli zulu, dal re Goodwill Zwelithini al ministro Mangosuthu Buthelezi, hanno grande stima per gli italiani che hanno giocato un ruolo centrale nello sviluppo delle infrastrutture locali, della medicina, dell’industria, del commercio e, attraverso me, della conoscenza della loro cultura. Il Consolato italiano di Durban è sempre servito da punto di riferimento per le relazioni e le iniziative assistenziali verso le popolazioni locali, come pure da centro propulsore e unificatore della comunità italiana. Abbiamo avuto il privilegio di ospitare consoli di vasta cultura e di notevoli capacità, che sono riusciti a galvanizzare la comunità e a ravvicinarla all'Italia. Qualunque fossero i meriti personali degli inviati dal MAE, il Consolato è servito da faro e da centro di convergenza di iniziative e di attività. Se esso venisse a mancare, ne seguirebbe un danno irrimediabile alla comunità, italiana e sudafricana. Tra gli italiani si assopirebbero i sentimenti di attaccamento alla patria e quindi le esigenze di continuare a vivere da italiani, d’importare prodotti italiani, di servirsi di cose italiane. La mancanza di iniziative intese a mantenere viva la lingua e la cultura italiana produrrebbe la perdita dei nostri giovani, i quali cesserebbero di guardare all’Italia come alla loro seconda patria e di contribuire al prestigio del nome italiano in questo paese. Presto la favorevole bilancia commerciale esistente sarebbe esausta, con gravi perdite per il lavoro italiano. Il ridimensionamento dei servizi consolari in questa regione avrebbe conseguenze veramente catastrofiche. Prego il Ministro degli Affari Esteri, On. Lamberto Dini, di archiviare qualunque tipo di proposta a svantaggio di questo Consolato. Faccia piuttosto di tutto per rafforzarlo con l'invio di personale ben preparato, efficiente, lungimirante, che dia grande lustro alla nostra Italia e al suo ministero."

- Carmen Marchetti, presidente della Camera di Commercio italiana, sezione di Durban e membro del Comites KZN: "Desidero presentare le mie obiezioni alla possibile chiusura del Consolato Italiano nel KZN. L’attuale Console d’Italia Giovanni Davoli è stato un valido aiuto nella riapertura della Camera di Commercio Italiana a Durban e nella promozione di scambi commerciali con le nostre controparti italiane. Si dovrebbe tenere presente la posizione strategica di Durban come uno dei porti più attivi del continente africano. Sono stati presentati dalle autorità portuali i progetti di miglioramento della zona di carico e scarico-merci del porto di Durban (per circa 363miliardi di Lire), dal momento che Durban gestisce il 65% del traffico di containers in Sudafrica. Inoltre, il KZN è al secondo posto in Sudafrica per numero della popolazione, con un contributo del 15% al PIL (prodotto interno lordo). Infine vorrei sottolineare che la soppressione di un’istituzione governativa quale il Consolato farebbe cadere anche la ragione dell’esistenza di una Camera di Commercio a Durban."

- Silvano Zoia, presidente del Club italiano di Durban: "A nome di una consistente comunità di italiani che frequenta il Club Italo-Sudafricano di Durban, esistente dal 1948, vorrei far sentire la nostra voce di profonda afflizione alla notizia che in un prossimo futuro potremmo rimanere senza il Consolato Italiano. La notizia ci ha molto sconcertato e ci ha fatto sentire senza valore e in procinto di essere abbandonati dalla nostra madrepatria. Le ragioni per cui ci opponiamo a tale eventualità sono le seguenti:

1) È da quasi cinquant’anni che ogni anno i connazionali da tutta la regione del KZN si ritrovano insieme a celebrare la Festa della Repubblica italiana nei locali del nostro Club, per riaffermare il sentimento che ci lega e che, pur dopo tanti anni di residenza all’estero, sentiamo ancora profondo nei nostri cuori: la nostra italianità. Togliendoci tale tradizione, come conseguenza inevitabile della chiusura del Consolato, sarà molto difficile mantenere lo spirito italiano fra di noi e fra i nostri giovani.

2) Non avendo più un punto di riferimento per rinnovare passaporti ed altri documenti, diventerà un grave incomodo, specialmente per le persone anziane, dover svolgere le pratiche per corrispondenza o, peggio, dover viaggiare fino all’ufficio competente più vicino, che dista almeno 650 Km da Durban.
3) Avere il "nostro" Consolato, come hanno il proprio tutte le altre nazioni europee, ci fa sentire più legati all’Italia e più sicuri in caso di emergenza. Non avendo più il Consolato ci sentiremmo come figli abbandonati perché scomodi.

Speriamo in un ripensamento e che le cose rimangano come sono al presente e come sono state negli ultimi 50 anni o che vengano piuttosto rinnovate e valorizzate."

La circoscrizione consolare di Durban presenta problemi che derivano in parte dalla natura stessa del territorio con le sue grandi distanze, in parte dall’insufficiente capillarità del servizio ed in parte dalla scarsa attenzione che la madrepatria le riserva. A queste difficoltà si somma una latente carenza di personale di ruolo, a contratto e di corrispondenti consolari. Oltre al Consolato sarebbero necessari almeno due corrispondenti consolari nei centri lontani da Durban. Il nostro Console Giovanni Davoli ha una missione im possibile. Egli fa sacrifici enormi per cercare di accontentare parzialmente le aspettative dei connazionali, degli oriundi e dei sudafricani.

Il ministro Carlo Marsili, direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie, ha affermato più volte che la ristrutturazione consolare non vuol dire chiudere, ma vuol dire migliorare. Ristrutturare una casa – ha detto Marsili – non significa chiudere una porta, ma significa piuttosto aprirne un’altra. Questo è ciò che serve al Consolato di Durban: non chiuderlo o degradarlo, ma piuttosto potenziarlo e renderlo maggiormente efficiente.

In occasione dell’ultima riunione plenaria del CGIE dello scorso febbraio e marzo, nel corso di una conversazione informale, il segretario generale della Farnesina, Ambasciatore Vattani, ha espresso il seguente parere: dal momento che gli italiani di Durban pagano le tasse e le imposte comunali contribuendo al benessere della città e considerato che le autorità locali vogliono tanto bene ai nostri connazionali, il comune di Durban dovrebbe aprire per noi uno sportello consolare. A mio avviso questa proposta è alquanto incoerente rispetto alla posizione assunta dell’Italia nei riguardi di questo paese. L’Italia, quinta potenza industriale del mondo, mentre con una mano dona al KZN cinque miliardi di Lire per la cooperazione allo sviluppo, con l’altra dovrebbe chiedere l’elemosina al capoluogo della stessa regione!

Ma all’indomani del mio colloquio con l’Amb. Vattani ho tirato un sospiro di sollievo perché il ministro degli Affari Esteri, On. Lamberto Dini, ha concordato una moratoria generale di tre anni per tutte le sedi consolari che avrebbero dovuto essere chiuse, congelando così i provvedimenti assunti in precedenza. Ad aprile 2001 sarebbe toccato a quelle di Neuchatel e di Mulhouse che erano comprese nella seconda fase di ristrutturazione, poi a quelle di Coira, Bedford e Newark, comprese nella terza fase e infine Sion, Durban e Spalato nella quarta fase.

Per mantenere e migliorare tutti i servizi consolari occorrerà aumentare le risorse finanziarie del MAE che sono attualmente molto inferiori, per esempio, a quelle del Ministero degli Affari Esteri francese, che ha una comunità all’estero molto più ridotta della nostra. Dobbiamo essere ottimisti e augurarci che il bilancio del MAE venga aumentato e che il temuto ridimensionamento del Consolato di Durban sia congelato definitivamente e non sia solo, come molti pensano, una mera mossa politica.

Conclusione

Per lo sforzo ed il successo ottenuto dal CGIE in merito alla rete consolare, è doveroso da parte mia ringraziare, a nome dell’intera comunità italiana della circoscrizione consolare di Durban, il Segretario Generale Franco Narducci, il vice-segretario generale Gino Bucchino e indistintamente tutti coloro che si sono adoperati per salvare il Consolato di Durban. God bless you all.

Grazie per avermi ascoltato e buon lavoro. (Lorenzo Della Martina, Consigliere del CGIE per il Sudafrica e Presidente del Comites KZN-Durban)


Vai a: