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INFORM - N. 59 - 22 marzo 2001

Su voto all'estero e riforma dei patronati l'editoriale di "Corrispondenza Italia"

Riforme, servizio all'estero e questioni di metodo

ROMA - Il tempo intercorso dall'approvazione definitiva della legge di riforma dei patronati, varata il 7 maggio scorso, non consente certo riflessioni a consuntivo ma autorizza senz'altro qualche bilancio sul metodo, al di là della soddisfazione che abbiamo espresso a caldo sull'esito positivo di una lunga battaglia, cui la Cisl e l'Inas hanno fornito impegnate energie.

In questo senso rileviamo che è risultato positivo e premiato il metodo della "concertazione realistica" che da sempre ispira la cultura e l'azione del nostro sindacato. Non solo rivendicazioni; non solo progetti di difesa e di promozione degli interessi popolari che rappresentiamo; non solo pressione sociale e onesto "lobbismo" in chiarezza e trasparenza verso le istituzioni democratiche chiamate a legiferare e decidere; non solo ricerca di alleanze, di convergenza e di punti di sintesi e tenendo nel debito conto il pluralismo che articola la società italiana.

Tutto questo è stato e sarà sempre indispensabile, ma non basta.

Al successo del nostro impegno ha concorso infatti quel realismo negoziale che ci ha fatto evitare guerre ideologiche su posizioni di principio, facendoci invece tener conto di ostacoli che, magari presi troppo "di petto", avrebbero bloccato l'impresa prima del traguardo finale. Non è un caso infatti che la legge sia stata approvata dalla maggioranza dell'Ulivo e con l'astensione del Polo.

In materia così chiaramente "bi-partisan" come è quella della tutela sociale, noi non ci stancheremo di puntare alla convergenza di schieramenti e partiti, sulla base della buona volontà politica, del buon governo e della ricerca della coesione. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo con ogni interlocutore democratico e non dichiaratamente ostile agli interessi popolari.

Un approccio di questo tipo: determinato ma negoziale, razionale e non emotivo, avrebbe forse prodotto - lo abbiamo detto altre volte - esiti positivi anche su un altro fronte, ugualmente bi-partisan, come quello del voto degli italiani all'estero. Una vicenda nella quale il "non detto" ha finito con l'alimentare comportamenti ambigui che hanno poi fatto pesare, al di là del dovuto, l'alibi della fattibilità tecnico-amministrativa e cioè della esigibilità pratica di un diritto addirittura costituzionale. Una lezione di cui far tesoro per il futuro.

I connazionali di Argentina e di Uruguay hanno recentemente ricevuto la visita del Capo dello Stato. E ci piace cogliere lo spunto offerto dalla biografia istituzionale e dai comportamenti di grande "Civil Servant" del Presidente Ciampi per rilevare che, non a caso, egli si è impegnato generosamente sul versante del voto degli italiani all'estero e nello stesso tempo è uno dei più autorevoli sostenitori del metodo della concertazione; oltre che un estimatore del ruolo che il sindacalismo italiano ha ricoperto (e vuole continuare a ricoprire con crescente incisività) in direzione della promozione della partecipazione sociale ai processi di sviluppo, tramite politiche di corresponsabilizzazione concertata.

Ecco dunque il filo che la nostra organizzazione tesse e che le strutture del patronato Inas intrecceranno a ogni sportello cui si rivolgeranno i lavoratori e le loro famiglie in Italia e nei paesi di emigrazione. Lo abbiamo sempre fatto. E con la nuova legge lo faremo meglio.

In particolare, come recita la norma, "in supporto alle autorità diplomatiche e consolari italiane, sulla base di apposite convenzioni con il Ministero degli Affari Esteri e nello svolgimento di tutti i servizi che non siano demandati esclusivamente alla competenza delle predette autorità".

Non è una banale soddisfazione il sottolinearlo! (Corrispondenza Italia/Inform)


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