* INFORM *

INFORM - N. 59 - 22 marzo 2001

Tribuna Italiana, Buenos Aires

"La finestra di Mario Basti": Siamo fermi al passato?

Caro Lettore, Ciampi è tornato al Quirinale e allora riprendiamo l'incontro settimanale fra noi. Lo spunto per l'incontro di oggi lo trovo in un corsivo del "Corriere della Sera" di mercoledì 14 marzo intitolato: "Gli emigrati senza paradiso". L'unica mezza colonnina dal grande giornale, che ignora l'arrivo di Ciampi a Buenos Aires del giorno prima e voleva essere, a quanto sembra, una presentazione al Presidente di noi emigrati residenti in Argentina.

Il giornalista, Maurizio Clerici, ci presentava delusi, avviliti, irritati, una faccia della medaglia, indubbiamente, ma non presentava l'altra che invece Ciampi poi ha potuto vedere e, pensiamo, commuoversi, perché ha visto che a noi la dignità dell'Italia importa più che a tanti italiani che contano d'Italia e perciò la protesta e la delusione non fa attenuare il nostro amore.

Opinioni di gente della collettività: un certo Alvaro Pontenuce il quale deplora che "il Presidente verrà accolto dalle facce che si sono inchinate a tutti i presidenti... sostengono di rappresentarci, ma rappresentano solo le proprie ambizioni".

E qualcuno di Rafaela secondo cui "chi è qui da 50 anni non ha mai letto un giornale o ascoltato radio e tv italiane" per cui non sapremo per chi votare perché "siamo fermi al passato".

E un altro ancora, sembra di Rosario, sostiene "anziché sprecare soldi con il voto, sistemate i consolati...".

Consentimi, caro Lettore, di rivolgermi brevemente a questi connazionali. A quello di Rafaela direi che se avesse voluto, avrebbe potuto, come migliaia di altri, abbonarsi al "Corriere degli Italiani" 50 anni fa e/o alla "Tribuna Italiana" 25 anni fa e ascoltare i programmi radio italiani di qui; saprebbe ora per chi votare perché non sarebbe rimasto fermo al passato.

Ad Alvaro Pontenuce direi che le facce sono sempre le stesse, perché i dirigenti e rappresentanti della collettività possono avere tanti difetti, ma hanno il merito indiscutibile di aver dedicato tempo alla collettività, anche se l'hanno fatto per ambizioni mentre altri sono rimasti a guardare e a criticare.

Infine al lettore di Rosario direi che proprio perché non abbiamo il voto, i nostri consolati non sono come dovrebbero essere, perché senza voto non abbiamo peso politico.

Penso, caro Lettore, che anche te le pensi come me. Cordialmente. (Mario Basti)


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