* INFORM *

INFORM - N. 59 - 22 marzo 2001
B>

Vertice europeo di Stoccolma: Romano Prodi sottolinea priorità e ritardi nell’integrazione dei paesi membri dell’Unione Europea

STOCCOLMA – Si tiene nella capitale svedese l’ormai tradizionale Vertice primaverile degli Stati membri dell’Unione Europea. Dopo dodici mesi dal Vertice di Lisbona i capi di Stato e di Governo e i Ministri degli Esteri dei "Quindici" tornano a confrontarsi sulle questioni del mercato del lavoro, delle riforme economiche e delle politiche sociali. Proprio nel corso del summit di Lisbona del marzo 2000 è stato infatti stabilito l’ambizioso obiettivo strategico, da raggiungere nell’arco di tempo di un decennio, di creare in Europa l’economia più dinamica e competitiva del mondo, fondata sulla piena occupazione, sul progresso tecnologico, sullo sviluppo sostenibile e sulla coesione sociale.

Dopo un anno il Summit di Stoccolma si propone come l’occasione per tracciare un bilancio e per rilanciare l’azione comune al fine di "consolidare ed estendere la strategia di Lisbona". Nonostante i successi conseguiti dall’economia europea nel corso del 2000, ritardi, incertezze ed incomprensioni hanno determinato risultati diseguali, impedendo alla stessa Unione Europea di realizzare a pieno le proprie potenzialità. In particolare le maggiori carenze si rilevano per quanto riguarda l’integrazione dei mercati, l’abbattimento della disoccupazione e la lotta all’esclusione sociale e alla discriminazione. Inoltre questi obiettivi, per quanto riconosciuti comuni, non sono stati ancora inquadrati in un’organica legislazione comune europea e ogni stato continua a perseguirli secondo le proprie specifiche metodologie.

Il Presidente della Commissione Europea Romano Prodi, presente ad entrambe le giornate del Vertice (23 e 24 marzo), ha annunciato nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, il 21 marzo, l'intenzione di sottolineare le urgenze di integrazione dei paesi membri dell’Unione Europea, senza lesinare critiche e rimproveri ai governi responsabili dei temporeggiamenti in atto che hanno inficiato le riforme strutturali necessarie per trarre un immediato vantaggio dalla presente crescita economica.

Romano Prodi, inoltre, invita i paesi membri a dare prova di una effettiva "volontà politica" di partecipazione ai principi e ai significati dell’Unione Europea, sottolineando i sei impegni più urgenti, a riguardo dei quali la Commissione Europea si attende una decisa risposta da parte dei governi dei paesi membri. Questi gli obiettivi da cogliere secondo Prodi:

Ma soprattutto Romano Prodi ha tenuto a ricordare che "far funzionare il mercato europeo e renderlo più coeso" non deve significare che l’agenda economico-finanziaria prevalga sull’agenda sociale, le cui priorità non possono essere poste in discussione. (Antonio Ricci – Inform)


Vai a: