* INFORM *

INFORM - N. 58 - 21 marzo 2001

Con il patrocinio della "Dante Alighieri"

"Caro Novecento": l’arte italiana del XX secolo in mostra al Palazzo Vitari di Rende (Cosenza)

COSENZA - Il Palazzo Vitari di Rende (Cosenza) ospita la mostra "Caro Novecento. Aspetti dell’arte italiana dagli anni Trenta ai Cinquanta nelle Collezioni e negli Archivi". L’esposizione verrà inaugurata il 24 marzo alle ore 18.00 e sarà aperta al pubblico dal 25 marzo al 15 maggio.

La mostra, promossa dal Comune di Rende, è stata organizzata dall’Associazione Culturale Servizi per l’Arte AxA di Roma ed è stata curata dal direttore artistico del Centro per l’Arte e la Cultura "Achille Capizzano", Tonino Sicoli. La rassegna viene patrocinata dall’Amministrazione Provinciale di Cosenza, dalla Società Dante Alighieri di Roma e dal Rotary Club di Cosenza.Il catalogo della mostra è stato curato da Alessandro Masi, Tonino Sicoli, Domenico Guzzi e Laura Turco Liveri.

Il percorso espositivo propone una quarantina di opere di autori storici del Novecento, tali da ripercorrere il delicato passaggio temporale che va dagli anni Trenta ai Cinquanta. Nel clima generale di ritorno all’ordine, quegli anni hanno visto la coesistenza di vari fenomeni artistici. Sotto il comune intento di recuperare e rinnovare la tradizione italiana, classica e primitiva, contro il verismo e l’accademismo di maniera, i maggiori autori del periodo si ritrovarono insieme nelle mostre del Novecento italiano.

Alcuni dei raggruppamenti che si sono rifatti alle poetiche del Realismo Magico e dei Valori Plastici, hanno spinto verso una figurazione tersa, trasfigurando la natura e reinventandola in una rarefatta dimensione straniata. Altre volte la figurazione è stata più partecipata e intensamente vissuta, come negli artisti della Scuola Romana di Via Cavour. Anche quei movimenti che si sono posti in netto dissenso col regime (oltre alla Scuola Romana, Corrente e i Sei di Torino) pur accentuando la caratterizzazione e la differenziazione politica, alla fin fine non sono stati poi così distanti sul piano dell’immagine dai movimenti avversati.

C’è stato infatti, in quegli anni, un diffuso e comune intento di restaurazione estetica, a favore di un’arte non trasgressiva, non intellettualistica e comprensibile a tutti. (Inform)


Vai a: