* INFORM *

INFORM - N. 56 - 19 marzo 2001

Da "Rinascita", Svizzera

Ancora sul voto all'estero - Rabbia solo rabbia

Confermata la regola della doppia cittadinanza, no... non sto parlando di cittadinanza nel vero senso della parola, ma solo nella catalogazione che viene data al cittadino italiano, mi spiego meglio: l'ultima beffa subita dai cittadini italiani che per motivi ormai arcinoti, risiedono fuori dai propri confini, diciamo la frase giusta "gli emigranti" la catalogazione a cui mi riferivo prima, sta nel fatto che ancora una volta veniamo considerati cittadini si serie "B".Il direttore di Rinascita la scorsa settimana concludeva un suo articolo con le seguenti frasi: "gli italiani che vivono fuori d'Italia non appartengono a nessuno. Appartengono solo a se stessi, alla loro storia e alle loro capacità". Parole molto dure, toccanti, con un senso quasi di rassegnazione, ma purtroppo, parole vere come la luce del sole.

Ma se è vero che il cittadino italiano ha come sostegno solo le proprie capacità è anche vero che quel cittadino pieno di dignità non conosce la resa. Questa è la grande virtù che possiede solo chi ha conosciuto l'umiliazione, il totale abbandono a se stessi, l'adattamento a qualsiasi latitudini. Mi auguro che al momento opportuno venga dato un giusto peso ad una giusta misura. Qualcuno si chiederà: ma se questi cittadini che vivono all'estero sono così perfetti, perché da cinquant'anni vengono praticamente ignorati?

Non ritengo di essere uno storico di emigrazione, ma è più che normale che qualche imperfezione ce l'abbiamo pure noi, d'altronde nessuno è perfetto. A volte si sceglie male, chi ti ispira tanta fiducia alla fine scopri che fa gli interessi di bottega, magari tu credi che sia quella grande bottega chiamata emigrazione, ma appena ti soffermi un attimo di più sul problema, ti accorgi che il "poltronaggio" è dietro l'angolo, pronto a farti toccare la luna con le mani, ma la realtà purtroppo sappiamo essere un'altra, questi Robin Hood del terzo millennio altro non fanno che tirare l'acqua al proprio mulino. Mi hanno insegnato, che la dignità dell'uomo è basata anche sulla parola, ebbene cari connazionali, ministri, sottosegretari, senatori di passaggio, hanno dimostrato di non averne, con la rabbia più profonda, ma con la speranza sempre intatta cordiali saluti e malgrado tutto viva l'Italia. (Francesco Giorno) rinascita@bielstar.ch


Vai a: