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INFORM - N. 56 - 19 marzo 2001

Lombardi in California: Non piangiamoci addosso, ma facciamoci sentire

LOS ANGELES - Dopo la mancata approvazione della legge di attuazione per l'esercizio del voto all'estero - mancata approvazione, per altro largamente prevista da chi da mesi seguiva l'alternanza delle notizie che giungevano sullo svolgimento dell'iter parlamentare - stiamo assistendo ad un generale coro di proteste, la maggioranza delle quali (alludo a quelle provenienti dalle nostre organizzazioni all'estero) assolutamente genuine e in buona fede.

Prescindendo dalle illusioni, ed ora dalle delusioni, mi vengono spontanee due principali osservazioni: primo che i nostri parlamentari, specialmente quelli appartenenti alla maggioranza, ritengono che gli italiani all'estero siano individui scarsamente dotati di intelligenza, e poi che non abbiano carattere.

Noi Lombardi in California, da tempo avevamo capito che mai i partiti avrebbero rinunciato a diciotto seggi al Parlamento, soprattutto in considerazione del fatto che il risultato del voto all'estero sarebbe stato una grossa incognita, ma gli stessi partiti non pensino che il loro atteggiamento sarà subito passivamente dalla maggioranza degli italiani che risiedono fuori dai confini.

Sappiamo troppo bene che le proteste formali, le lettere, i fax, gli articoli sui nostri giornali editi all'estero (alla stampa italiana, è dimostrato, non gliene importa proprio nulla) non servono a niente e non produrranno alcun risultato.

Si sappia invece che molte comunità italiane si stanno organizzando per rafforzare la loro voce, anche attraverso i parlamentari di origine italiana che siedono ormai in molti consessi democratici stranieri, in modo da diventare più forti, politicamente, economicamente e socialmente.

Le iniziative per darci più voce ed influenza sono molte ed originano in molti Paesi, soprattutto in quelli di oltremare, dove più forte è il senso di abbandono, aggravato dalla consapevolezza che il nostro lavoro ed il vantaggio economico che direttamente ed indirettamente procuriamo all'Italia, costituisce una risorsa enorme.

Nel pieno rispetto quindi delle Istituzioni democratiche, continuiamo ad operare, come nel passato, con passione ed efficacia nei rispettivi Paesi di residenza, dove siamo stimati, considerati ed apprezzati molto di più di quello che l'Italia ha ora dimostrato, prendendoci anche in giro. Dobbiamo diventare così forti ed influenti per contare di più, per diventare necessari più di quanto già non siamo al nostro Paese; fino ad ora il fatto di essere Italiani all'estero non è servito a molto, anzi, ci ha procurato offesa ed umiliazione, così da farci sentire cittadini indegni della considerazione dei propri governanti. Protestare per quanto ora successo è certamente comprensibile e, anzi, doveroso, ma non piangiamoci addosso e facciamo in modo che, al più presto, ci debbano sentire e ci ascoltino con rispetto e considerazione! (Domenico Pisano, Presidente Club Lombardi in California)


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