* INFORM *

INFORM - N. 56 - 19 marzo 2001

Monaco di Baviera - Una nota della sezione dei DS sul Comites

MONACO - Negli ultimi mesi ci sono state svilupparsi di numerose polemiche riguardanti il Comites di Monaco ed il suo Presidente. Sul ruolo del Comites la Sezione di Monaco dei DS esprimere alcune considerazioni.

1. Il tono di alcuni interventi ha spesso oltrepassato i imiti della critica costruttiva, della corretta polemica politica, dello stesso buon gusto. Colpisce il fatto che uno dei piú vivaci promotori di tale scaramuccia verbale sia uno dei maggiori responsabili della crisi del Comites degli anni passati. Carmine Macaluso è stato Presidente del Comites dal 1997 al 1999, anno in cui è stato "sfiduciato" e costretto alle dimissioni. La sua Presidenza è stata caratterizzata dalla mancanza dell’approvazione dei bilanci nei tempi previsti dalla legge, anche a causa di imprecisioni ed irregolarità riscontrate di volta in volta dai Revisori dei Conti. Diciamo questo con rammarico, perché Carmine Macaluso è stato eletto nella Lista "L’Ulivo", lista alla cui fondazione, organizzazione e campagna elettorale ha contribuito pure la Sezione di Monaco dei DS. È però ormai chiaro – e da noi già affermato altre volte – che Carmine Macaluso non rappresenta piú tutta l’area dell’Ulivo che ha contribuito ad eleggerlo.

2. La Sezione di Monaco dei DS invita tutti – a qualsiasi posizione politica appartengano, qualsiasi sia il loro ruolo istituzionale, sociale, professionale – ad impegnarsi affinché il dibattito sul Comites, il suo ruolo e le sue funzioni riprenda l’aspetto di confronto civile su progetti e contenuti, per contribuire al rilancio ed al funzionamento del Comites in un modo che sia corretto ed utile per tutta la Comunità italiana locale. Il Comites è l’organismo rappresentativo della Comunità. Anche nei momenti di forte scontro politico, le pur sane e dovute polemiche devono tener conto di questo. Personalismi, aggressioni verbali, denigrazioni colpiscono alla fine l’unica istituzione democraticamente eletta che abbiamo e ledono tutta la Comunità italiana. Tali atteggiamenti finiscono inoltre per essere fortemente diseducativi, rischiando di annoiare o irritare i connazionali, facendoli allontanare dalla politica, invece di spingerli alla partecipazione.

3. Colpisce in questo senso il silenzio del Console. Di fronte alle voci, ai battibecchi, ai toni inutilmente troppo alti cui abbiamo assistito, avremmo voluto sentire anche una sua parola, non in difesa di questa o quella persona, ma della dignità dell’Istituzione Comites.

4. Quando Antonio Pellegrino fu votato alla carica di Presidente, i DS di Monaco criticarono pacatamente il modo con cui si arrivò alla sua elezione, augurando al neopresidente "di essere all'altezza del compito che si è assunto, esprimendogli la propria disponibilità ad ogni iniziativa intrapresa nel bene degli italiani che vivono nella Circoscrizione Consolare di Monaco e della Baviera, ma anche garantendogli controllo e critiche (sempre e solo costruttive) sul suo operato, ogniqualvolta questo si rivelasse - per metodi e contenuti - troppo simile a quello delle gestioni precedenti" (comunicato stampa del 25 ottobre 2000). Dopo le esperienze delle presidenze Macaluso e Nazzaro, dobbiamo dar atto al presidente Pellegrino di alcuni passi avanti nella gestione del Comites. Bilanci approvati nei termini di legge, sua presenza ad iniziative pubbliche (Antonio Pellegrino è stato presente all’incontro promosso dalla consigliera comunale Fiorenza Colonnella il 6 novembre scorso con il Kreisverwaltungsreferent ed il Sozialreferent sul problema delle espulsioni, ma anche a diverse delle manifestazioni di solidarietà e contro il razzismo organizzate in città negli ultimi mesi), ricerca del coinvolgimento di piú realtà e personalità – senza preculsioni – nelle attività del Comites, al di là dei soli consiglieri (nella preparazione della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, nella discussione del programma culturale del Comites): sono tutti questi segnali positivi, che fanno sperare che un "passo falso" come l’iniziale rifiuto della consegna dei bilanci del Comites alla stampa sia stato dovuto solo ad eccessiva cautela ed inesperienza. Il Comites deve essere una "casa aperta e trasparente": questa è la premessa essenziale affinche divenga e sia sentito come il rappresentante della Comunità italiana locale.

5. I compiti che attendono la Presidenza del Comites sono numerosi ed importanti. Accanto a quelli già tracciati dal Presidente nelle ultime settimane, occorre rilanciare il ruolo propositivo del Comites, organizzando finalmente le varie commissioni, riprendendo la vecchia idea degli incontri con le diverse categorie sociali, associazioni, gruppi, cercando di ricucire il tessuto sociale della nostra Comunità che ancora – come comunità – non esiste, fatta come è di gruppi e singoli troppo dispersi, non comunicanti, le cui esperienze, competenze, ruoli e successi spesso sono conosciuti meglio nel mondo tedesco che al nostro interno.

"Costruire la Comunità italiana", darle identità e coesione: questo - così termina la nota della sezione dei DS di Monaco - è il progetto di fondo sul quale speriamo di vedere l’impegno futuro del Comites e di tutte le Istituzioni e le Associazioni italiane che operano nella nostra città. (Inform)


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