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INFORM - N. 56 - 19 marzo 2001

Integrazione parlata e integrazione applicata: la Svizzera si sdoppia

LUGANO - Sull’integrazione degli stranieri in Svizzera istituzioni e popolo battono strade divergenti: E' quanto afferma il CEDIEM - Centro di documentazione e informazione dell'Associazione Valtellina in Ticino - nella nota che segue.

Presso le istituzioni da qualche tempo il termometro sembra segnare al bello. Il più forte e più recente impulso è venuto dal Consiglio federale: il governo centrale, nell’ambito della riforma della legge sulla cittadinanza messa in consultazione, propone la concessione della naturalizzazione facilitata agli stranieri della seconda generazione (formatisi in Svizzera) e la naturalizzazione automatica a quelli della terza generazione (nati sul territorio elvetico).

Sul fronte popolare (quello che in definitiva col voto determina l’avvenire del paese) l’atteggiamento verso gli stranieri risulta immutato.

La conferma si è avuta domenica 4 marzo. Accanto all’iniziativa "sì all’ Europa" (seppellita da una valanga di no), tre test sull’integrazione degli stranieri si tentavano a Zurigo, Ginevra e Sciaffusa.

A Zurigo si proponeva di abbassare il costo per l’ottenimento del passaporto svizzero: il popolo ha bocciato l’iniziativa col 79 %. Ginevra e Sciaffusa tentavano ancora una volta di concedere il diritto di voto agli stranieri residenti. Ginevra (città di caratura internazionale e quindi la più aperta agli stranieri) ha ancora detto no con il 52 %, mentre più forte è risultata l’opposizione nel Cantone Sciaffusa ove il popolo - con 21mila no contro 9mila sì - ha rifiutato la proposta di attribuire ai Comuni la facoltà di concedere il diritto di voto agli stranieri residenti.

La tendenza popolare (dove viene messa alla prova) sembra quindi inequivocabile: non sono ancora maturi i tempi di un’integrazione concreta.

Fino a che punto partiti e gruppi (Unione democratica di centro e Lega) incidono sulle decisioni del popolo ? Ma c’è anche da chiedersi: fino a che punto questa "chiusura" del popolo può contribuire a mantenere aperta quella crisi di sviluppo dell’economia svizzera dovuta a mancanza di manodopera che si vorrebbe sempre più stabile ?

Il divario tra istituzioni e popolo pone ancora una volta l’associazionismo migratorio (ed i partner che è in grado di coinvolgere) di fronte alla scelta e all’adozione di iniziative capaci di costruire una integrazione sempre più concreta e vasta a livello locale. (Inform)


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