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INFORM - N. 55 - 16 marzo 2001

Al Cnel presentazione del Rapporto sull'Energia: nel 2020 crescerà del 57% la domanda mondiale

ROMA - Le sfide della politica energetica mondiale rivestono un ruolo fondamentale in un paese come l'Italia caratterizzato da un'economia di trasformazione, incidendo sui bilanci di imprese e famiglie e in generale sulla competitività del sistema nonché sugli equilibri ambientali. Sono questi i temi che il Cnel intende evidenziare con la presentazione del Rapporto 2000 "The World Energy Outlook", elaborato dall'Agenzia Internazionale dell'Energia dell'Ocse (Aie). Lo studio analizza le previsioni di offerta e di domanda di energia e le emissioni di anidride carbonica globali, stimate da oggi al 2020 sulla base di ipotesi riguardanti lo sviluppo economico, la crescita demografica, l'evoluzione dei prezzi dei combustibili fossili e le politiche energetiche. Si ipotizza, infatti, che la popolazione mondiale passerà dagli attuali 6 miliardi di abitanti a 7,4 nel 2020 (per l'80% residenti nei paesi in via di sviluppo), mentre la crescita media annua stimata del Pil mondiale è del 3,1%: 3% nelle economie in transizione e 2% nei paesi Ocse, che vedranno diminuire il loro peso economico (nel 2020 rappresenteranno il 42% della ricchezza mondiale rispetto all'attuale 54%).

La domanda mondiale di energia primaria aumenterà del 57% entro il 2020, con un tasso di crescita media annua del 2%. Tale incremento riguarderà per i due terzi i paesi in via di sviluppo, il cui peso nella domanda energetica passerà dal 44% nel 1997 al 54% nel 2020. Il petrolio rimarrà il combustibile più utilizzato, mantenendo inalterata la quota del 40% dell'energia mondiale nei prossimi vent'anni, alimentato soprattutto dal settore dei trasporti. Il consumo mondiale di gas aumenterà (la domanda crescerà a un tasso del 2,7% annuo) e tenderà a superare nel secondo decennio quello del carbone, che continuerà a diminuire passando dal 26% al 24% del fabbisogno mondiale di energia nel 2020 (il tasso di crescita sarà dell'1,7% annuo, inferiore a qualsiasi altra fonte). Sarà la domanda di elettricità ad avere il più alto tasso di crescita tra tutti gli usi finali di energia: con un tasso medio annuo del 2,8%, il suo consumo raddoppierà entro il 2020. L'insieme dei combustibili fossili dominerà ancora la scena energetica, coprendo il 90% della domanda. Nucleare ed energie rinnovabili si spartiranno equamente il restante 10%: non considerando l'energia idraulica (2% della domanda al 2020), le altre energie rinnovabili cresceranno a un tasso medio annuo del 2,8%, riuscendo a soddisfare solo il 3% della domanda di energia primaria nel 2020.

Per quanto riguarda l'anidride carbonica prodotta dall'utilizzo e dalla trasformazione dell'energia, le emissioni aumenteranno a livello mondiale del 60% tra il 1997 e il 2020, quando saranno emesse quasi 38 mila milioni di tonnellate (408 mila in Italia). Il 70% dell'incremento deriverà dai paesi in via di sviluppo: se nel 1997 i paesi Ocse erano responsabili del 51% delle emissioni, i paesi in via di sviluppo del 38% e le economie in transizione dell'11%, nel 2020 le rispettive quote saranno del 40%, 50% e 10%. Il rapporto sottolinea l'insufficienza delle politiche messe in atto finora per contenere le emissioni di anidride carbonica. Infine, il soddisfacimento dei fabbisogni energetici dipenderà essenzialmente dalla capacità dei governi e delle imprese di costruire una cooperazione efficace con i paesi dell'Opec e delle economie in transizione.

La presentazione del rapporto è stata introdotta dal presidente del Cnel, Pietro Larizza; lo scenario mondiale è stato illustrato da Faith Birol (capo Divisione analisi economica dell'Agenzia internazionale dell'energia dell'Ocse) mentre i risultati europei e italiani da Laura Cozzi (Energy analyst dell'Agenzia internazionale dell'energia dell'Ocse). Per il Cnel sono intervenuti anche Claudio Falasca (coordinatore del Comitato del patto energia ambiente) e Cesare Sacchi (presidente della Commissione politica economica). (Inform)


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