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INFORM - N. 55 - 16 marzo 2001

Il nuovo "Rapporto su disagio e povertà a Roma" della Caritas

ROMA - Il 13 marzo è stato presentato dalla Caritas diocesana di Roma, presso la sala della Protomoteca in Campidoglio, il nuovo "Rapporto su Disagio e Povertà a Roma". L’evento è stato particolarmente seguito anche per la presenza dei due candidati a sindaco della città, l’on Walter Veltroni e l’on. Antonio Tajani che per la prima volta hanno avuto l’opportunità di un confronto pubblico.

La presentazione, aperta da un intervento del direttore della Caritas di Roma, mons. Guerino Di Tora, ha visto la partecipazione dei curatori del rapporto e del Sociologo Gianni Sgritta.

"L’attenzione alla povertà è una sorta di ancora di salvezza, in quanto ci permette di osservare, giudicare e agire con e per quei "poveri" che, come ricordava don Luigi Di Liegro, "avremo sempre con noi" facendo così diventare gli "ultimi" una opzione fondamentale tanto per il cristiano quanto per il laico, che si impegnano insieme a perseguire il valore della giustizia sociale e della pace.

I poveri, dunque, costituiscono la sfida odierna, e per questo è importante, più che mai, rafforzare il nostro impegno. In questo senso il "Rapporto su Disagio e Povertà a Roma" punta ad una promozione della cultura della solidarietà attraverso la conoscenza approfondita delle dimensioni del disagio sociale, delle risposte istituzionali e della solidarietà sociale" Questo è quanto emerge dalle parole di mons. Di Tora che ha voluto anche richiamare i candidati al loro senso di responsabilità sottolineando come "il Rapporto non è solo una testimonianza concreta dell’attenzione della Caritas verso gli esclusi, ma anche un richiamo incessante alle istituzioni affinché il loro operato sia maggiormente animato dall’attenzione ai più svantaggiati, da trasformare, secondo un paradosso evangelico, nei nostri primi interlocutori".

Ma cosa emerge dall’annuario della Caritas?

Molti indicatori sulla qualità della vita a Roma risultano essere più soddisfacenti rispetto a quanto si riscontra a livello nazionale: i depositi bancari per abitante, ad esempio, superano i 25 milioni di lire contro una media nazionale di 17 e l'importo medio delle pensioni è superiore di 200 mila lire rispetto all'importo registrato a livello italiano (1 milione di lire circa).

Nella capitale le strutture e le attività per il tempo libero sono particolarmente diffuse: il numero di associazioni è ben al di sopra della media (67 ogni 100.000 abitanti contro le 41 registrate a livello nazionale), le librerie sono risultate quasi il doppio rispetto al dato nazionale (14,9% ogni 100.000 abitanti contro l'8,9%) e la spesa media annua pro capite per spettacoli teatrali è anch'essa doppia rispetto al resto del Paese (23.868 lire contro 12.512).

Ma non tutto è così positivo. A Roma ci sono ogni anno 943 scippi ogni 100.000 abitanti (media nazionale di 313) e un numero di minori denunciati ben al di sopra della media italiana. Poco soddisfacente è anche la situazione occupazionale, visto che a Roma 1 lavoratore su 4 svolge un lavoro "sommerso" (24,8% del totale) ed è alto il tasso di disoccupazione e debole il dinamismo imprenditoriale.

Sotto l’aspetto demografico, la capitale è una grande area metropolitana che presenta aree periferiche molto popolate (Torre Angela con 81.655 abitanti, Primavalle con 64.219 abitanti) e zone nelle quali la percentuale della popolazione anziana è particolarmente elevata (nella II e XVII circoscrizione più del 24,0% contro il 18,1% dell'intero Comune). Un’altra caratteristica consiste nell’elevato numero di stranieri (più di 200.000): in I circoscrizione l'incidenza percentuale è tripla rispetto alla media cittadina (un immigrato ogni 20 residenti).

In un contesto urbano così esteso e complesso le forme di disagio, con cui siamo chiamati a misurarci, sono molte e spesso di difficile soluzione e il continuo mutamento delle forme di esclusione sociale impone una costante rilettura dei fenomeni. Altre forme di disagio come quelle riguardanti l'handicap, i minori e il disagio mentale, pur essendo di natura tradizionale, sono altre finestre che il "Rapporto" apre nel muro della povertà.

Sempre più spesso e a ragione sentiamo parlare di nuove povertà che, ai nostri giorni, costituiscono la vera sfida per gli operatori pastorali e sociali che vi lavorano a stretto contatto. Una città veramente solidale è chiamata ad occuparsi non solo di barboni (1.588 censiti dal NAE e tre volte di più secondo le stime) o zingari (6.500 circa), ma anche del vicino della porta accanto che nell'anonimato si stordisce con l'alcol, magari solo per cercare di stare meglio con gli altri (il 31,8% del totale) o per affrontare una situazione complicata (17,4%) oppure che, sotto una parvenza di dignità, è una vittima dell’usura.

I Servizi Caritas

Pasti erogati dalle mense

595.707

- media giornaliera

1.632

Ospitalità offerte nei Centri di accoglienza

75.358

- media giornaliera

206

Numero di segnalazioni allo SPIS

2.350

- media giornaliera

6,4

Numero di visite effettuate dai servizi sanitari

22.169

- media giornaliera

60,7

Assistenza domiciliare per malati di aids

 

- numero di giornate di prestazione sanitaria

3.712

- numero di ore di prestazioni di carattere sociale

21.168

Centro di ascolto per immigrati

 

- numero nuovi registrati

11.770

- media mensile

981

Centro di ascolto Ostia

 

- numero registrati

1.790

- media mensile

150

Servizio di pronta accoglienza per minori

 

- numero giornate di ospitalità

10.514

- media mensile

876

Richieste ricevute dalla Fond. Antiusura (1997-99)

1.152

L'emarginazione spesso nasce in contesti multiproblematici dove, solo per citare qualche esempio, allo stato di detenzione si aggiunge quello di tossicodipendenza (è questo il caso per il 38% circa dei detenuti nel Lazio sono tossicodipendenti) o alla difficile situazione di un anziano malato si accompagna lo scarso sostegno reddituale di una pensione sociale (37.212 nel Comune di Roma), assolutamente insufficiente a garantire una vita dignitosa.

Il bilancio sociale del Comune di Roma previsto per il 2000 ha superato i 349 miliardi di lire, le associazioni di volontariato possono contare su migliaia di iscritti e la rete dei servizi della Caritas diocesana, attraverso i suoi 12 settori, opera in maniera capillare sul tutto il territorio cittadino. Sarebbe ingiusto non riconoscere i passi fatti in avanti, eppure le risposte che provengono dalle istituzioni e dal privato sociale per un contrasto efficace all'emarginazione, pur essendo numerose, in molti casi risultano insufficienti.

Il Rapporto della Caritas è un compagno di viaggio alla scoperta di una città spesso dimenticata ma più che mai bisognosa di attenzione. Uno schema consolidato, statistiche affidabili e commenti stringati, mettono davanti al lettore l’altra faccia della città, quella dei più sfortunati. Occuparsene è indispensabile per rendere la città più bella.

"Nei Centri della Caritas – sottolinea ancora mons. Di Tora – il contatto con la povertà è continuo e si vive attraverso l’esperienza della precarietà esistenziale, dell’ emarginazione sociale, dell’assenza di visibilità e di peso politico, attraverso situazioni di sfruttamento, e in molti casi di vera e propria disperazione. " (Oliviero Forti – Inform)


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