* INFORM *

INFORM - N. 53 - 14 marzo 2001

"Protesta sì ma andiamo avanti": Tremaglia, alla Camera, alla chiusura della legislatura. L'abbraccio di Violante

ROMA - Un commosso intervento di Mirko Tremaglia ha caratterizzato, il 14 marzo mattina, la seduta della Camera, dopo l'annuncio ufficiale, da parte del presidente Luciano Violante, dello scioglimento del Parlamento. Per Tremaglia quella che si è chiusa è stata una legislatura straordinaria, e l'ha voluto sottolineare: "Debbo dire o che da ventinove anni io sono parlamentare e che mai mi era capitato quello che è avvenuto in questa legislatura, per cui vi ringrazio. Ringrazio il Parlamento perché il 29 settembre 1999 ed il 18 ottobre 2000 sono avvenuti due fatti di eccezionale importanza nella storia della Repubblica che hanno portato ad una revisione costituzionale. Mi riferisco alla revisione degli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione, cioè alla nascita della circoscrizione estero e all'indicazione del numero dei deputati (dodici) e senatori (sei) per consentire il voto agli italiani residenti all'estero. È un fatto che interessa milioni di cittadini italiani molte volte dimenticati, discriminati per decenni, dopo che avevamo tentato di avviare questa riforma il 22 ottobre 1955. Grazie per quanto è avvenuto in questa legislatura: gli italiani all'estero, per la prima volta, sono entrati nella Costituzione della Repubblica".

Ma per Tremaglia il seguito è stato amaro. La legge ordinaria - ha detto - "è stata approvata dalla Commissione affari costituzionali del Senato ma non è potuta neanche arrivare in aula, perché si è ritenuto che prioritariamente vi fossero altri provvedimenti da esaminare, che magari giacevano da anni presso le Camere. Il Governo ha detto al Presidente della Repubblica (dal quale ci siamo recati più volte) che servivano adempimenti tecnici che non potevano essere soddisfatti: pensate, dopo dieci anni, perché la contesa sulle anagrafi nasce con una legge del 27 ottobre 1988! Il Parlamento, comunque, è stato espropriato: la legge ordinaria, di attuazione di norme costituzionali garantite dal Capo dello Stato, non è stata nemmeno votata".

"Grande amarezza, quindi, grande dolore, grande stress e proteste da tutto il mondo: tante proteste che abbiamo dovuto rivedere in qualche misura anche le nostre posizioni (parlo sul piano personale). Le tante proteste mi hanno indotto, infatti, a riprendere nuovamente il cammino politico e parlamentare, che poi è la strada indispensabile per poter ottenere quanto non abbiamo ancora ottenuto. Lancio allora una sfida a tutte le parti politiche: primo, inseriscano nelle loro liste candidati rappresentanti degli italiani residenti all'estero, i quali sono stati scippati di un loro sacrosanto diritto; secondo, la legge ordinaria venga approvata nei primi sei mesi della prossima legislatura; terzo, si ricostituisca, come segno di riparazione e di impegno, il ministero per gli italiani nel mondo. Sulla base di questa grande protesta, quindi, dico agli italiani di tutto il mondo: protesta sì, ma andiamo avanti, ricominciamo insieme per vincere questa battaglia di civiltà!".

Tremaglia ha voluto ricordare anche la tragedia familiare che l'ha colpito, con la morte dell'amatissimo figlio Marzio. Ha nuovamente ringraziato i colleghi di tutti i partiti per la solidarietà che gli hanno offerto in quella dolorosa circostanza: "la politica non cancella i sentimenti", ha detto. E' poi salito sul banco della Presidenza ed ha consegnato al Presidente Violante il libro in ricordo del figlio.

Violante lo ha abbracciato ed ha avuto per Tremaglia espressioni di affetto e di stima. "Credo che tutti quanti noi, di qualunque parte politica, abbiamo sempre apprezzato la sua lealtà, la sua fermezza di comportamento ed abbiamo anche avuto grande rispetto per il suo dolore. Non era soltanto la stima per suo figlio, è la stima per lei, il rispetto. Il rispetto in quest'aula si conquista con l'autorevolezza, con le battaglie che si fanno ogni giorno". Il presidente della Camera ha così proseguito: "Continui il suo impegno politico, per trasmettere gli impegni di lealtà che hanno caratterizzato la sua vita ai suoi nipoti. Il senso della nostra vita è quello di trasmettere valori a quelli che ci stanno vicino, a quelli che verranno dopo di noi…". "Io la ringrazio per quello che ha fatto, per quello che fa e per quello che farà per il nostro Parlamento e per il nostro paese, onorevole Tremaglia" , ha concluso Violante tra gli applausi di tutti i presenti. (Inform)


Vai a: