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INFORM - N. 52 - 13 marzo 2001

Il Presidente Ciampi agli italiani dell'Uruguay

MONTEVIDEO - Pubblichiamo i punti più significativi del discorso tenuto dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nella Casa degli Italiani della capitale uruguayana. Facciamo seguire, allo stesso modo, alcuni stralci del discorso del nostro Capo dello Stato all'Assemblea Generale dell'Uruguay.

Il voto all'estero

Contavo di portarvi l'attesa notizia del completamento delle procedure per l'esercizio del diritto di voto alle prossime consultazioni elettorali in Italia. La ristrettezza dei tempi necessari sia per i numerosi, complessi adempimenti amministrativi sia per l'approvazione della legge di attuazione delle nuove disposizioni costituzionali non ha permesso che il vostro, il mio, desiderio si attuasse da subito.

La giustificata delusione nulla toglie, però, al grande risultato ottenuto: la vostra partecipazione alla vita politica italiana con rappresentanti da voi eletti è un diritto ormai iscritto nella Costituzione della Repubblica. Gli italiani all'estero sono parte attiva del Parlamento italiano, con una presenza che nei modi prescelti non ha l'uguale in nessun altro Stato.

Questo successo è un passaggio qualificante di uno sforzo più ampio che deve includere tutti gli aspetti del vostro rapporto con l'Italia. Decenni d'iniziative e di collaborazione non sono passati invano: consentono un salto di qualità nell'impegno dell'Italia verso la propria comunità all'estero.

Condividiamo la volontà di rinsaldare i reciproci legami attraverso una rinnovata fiducia e frequenti, intense relazioni, la salvaguardia dell'identità culturale a cominciare dalla lingua, la protezione della famiglia, la tutela delle fasce più deboli, la qualità degli stessi servizi consolari.

Il rispetto dei diritti degli immigrati

Agli inizi del 1700, gli italiani furono tra i fondatori di Montevideo. Agli albori del 1800, molti esuli italiani, combattenti per la libertà, trovarono qui rifugio e accoglienza. Più tardi, 130 anni fa, giunse una ben più ampia ondata di nostri concittadini alla ricerca di un avvenire migliore per loro e per le loro famiglie. Arrivavano da tutte le regioni italiane, quelle stesse terre che accolgono oggi immigrati provenienti da tante parti del mondo. L'emigrazione di allora e l'immigrazione di oggi hanno caratteri diversi: in altri tempi ci si dirigeva verso spazi deserti, spesso vergini, oggi verso centri urbani.

Ma oggi come allora, solo la consapevolezza della dignità dell'uomo e il rispetto dei suoi diritti e delle regole di convivenza garantiscono a un tempo il futuro degli immigrati e tutelano le società di accoglimento.

I giovani e la cultura

I giovani sono il tramite più efficace per canalizzare il vostro legittimo desiderio per un rapporto più intenso, più partecipe con la Patria d'origine. I giovani vivono con orgoglio i vincoli affettivi e culturali. Sono portatori di entusiasmo, di energia, di capacità di lavoro.

Incoraggiare i giovani, guardare al futuro, vuol dire collaborare per salvaguardare i valori fondamentali che ci uniscono: innanzitutto la famiglia. Da essa i giovani assorbono i valori, la cultura, i caratteri della propria identità. E' un pilastro sia della società italiana sia della vostra vita in questo paese: motivo dunque d'accresciuta unione fra Italia ed Uruguay.

Dobbiamo contrastare i fattori che dall'esterno ne minacciano l'integrità a cominciare dall'uso sconsiderato delle tecnologie e dei nuovi mezzi di comunicazione di massa. Conto sul radicamento e sulla solidità delle vostre tradizioni, sulla vostra stessa esperienza che, attraverso il travaglio del distacco, ha vissuto sulla propria pelle, più di tanti italiani della penisola, il valore unico e struggente dell'unità, del calore familiare.

Senza la promozione e la diffusione della cultura e della lingua italiana, sarà difficile raggiungere i nostri comuni obiettivi. Non illudiamoci. L'aspettativa diffusa per l'italiano come lingua di cultura è reale ma non attende: sarà attratta da altri modelli culturali se non dovesse essere soddisfatta.

Servono dunque nuove iniziative, capacità propositiva e soprattutto qualità nei contenuti: dai corsi di lingua italiana alle manifestazioni artistiche e culturali, dal riconoscimento dei titoli di studio ai contatti fra Istituzioni scolastiche e universitarie.

Ciampi all'Assemblea Generale dell'Uruguay

() Il sentimento che avverto in quest'aula è più profondo dell'amicizia In questo Parlamento il Presidente della Repubblica Italiana non si sente certo fra stranieri. Circa un terzo di voi è di origine italiana; molti sono stati di recente ospiti a Roma della Conferenza dei Parlamentari di origine italiana nel mondo.

Avervi incontrato al Quirinale è servito a illuminarmi sul Vostro Paese e sui sentimenti che animano questo Parlamento nei confronti dell'Italia.

Sapevo che, attraversando l'Oceano, avrei trovato l'Italia nella Vostra terra e nella Vostra capitale. I legami di storia, di tradizioni, di arte e di cultura ispirano architettura pubblica e privata di Montevideo. Dalla Stazione Centrale a questo Palazzo, passando per il Banco de la Repubblica e il Ministero della Sanità, non si sfugge agli architetti e scultori provenienti dall'Italia, dal vercellese Andreoni al fiorentino Veltroni, o di origine e scuola italiana.

Le grandi ondate emigratorie qui affluite dall'Ottocento agli anni '60 non hanno lasciato solo testimonianze visibili. Nell'integrarsi nel tessuto socio-economico di un Paese che offriva stabilità, convivenza democratica e opportunità di lavoro, nel contribuire in modo determinante allo sviluppo dell'Uruguay, gli italo-uruguayani hanno mantenuto con l'Italia un legame che non si è allentato con il passaggio delle generazioni.

Attraverso l'economia, la cultura, la scienza, la tecnologia, alimenteremo e rafforzeremo questo dialogo: iniziato quando l'Italia era una nazione, un'antica nazione, ma non ancora uno Stato. Provenienti dai quattro angoli della penisola, i nostri emigranti si presentarono come "italiani", cittadini di uno Stato che non esisteva. Mai si dimenticarono della loro italianità ed è una pagina della nostra storia che non vogliamo dimenticare.

Le vicende dell'Uruguay ci hanno visto al Vostro fianco. Abbiamo combattuto insieme, abbiamo costruito insieme. D'oltre Oceano abbiamo visto emergere un Paese libero, prospero e pacifico. Ne abbiamo gioito perché i successi economici, sociali, politici dell'Uruguay sono anche successi degli italiani e dell'Italia.

Visitare oggi l'Uruguay significa vedere con i propri occhi il sogno avveratosi delle generazioni di connazionali che giunsero qui alla ricerca di un avvenire nel Nuovo Mondo. Lo trovarono, per sè e per i propri figli, nell'Uruguay. Il vostro Paese è il frutto del congiungersi dei loro sforzi con quelli di tutti gli altri uruguayani unitisi nell'edificare la nuova patria comune.

Ci accomuna un profondo senso di identità culturale, la coscienza di appartenere alla grande famiglia latina. La latinità non è né una razza né un'ideologia, ma una condivisione di radici. La stessa lingua, che porta in sé la vocazione dell'umanesimo, il culto del diritto, la forza della Fede, ha plasmato il nostro retroterra culturale e il formarsi della società civile nei nostri Paesi. In America Latina, come in Italia e nei molti p aesi europei dove il latino, la romanità, il cristianesimo hanno lasciato un'impronta duratura, riscopriamo oggi, sepolta sotto la superficialità del quotidiano, un'identità comune che attraversa frontiere e continenti. ()

La collaborazione economica e gli scambi commerciali restano prioritari. Importanti gruppi italiani sono presenti e credono nell'Uruguay. Questo interesse tradizionale si ravviva con le prospettive che apre il Mercosur, sia in termini di grande mercato latino-americano sia nel quadro dell'auspicata liberalizzazione del commercio con l'Europa. Il sistema delle piccole e medie imprese italiane può costituire un modello di sviluppo e un catalizzatore di investimenti anche per l'Uruguay.

Il dialogo con l'Italia non si è mai interrotto. Il Vostro Paese è stato avamposto dell'Europa quando le distanze sembravano incolmabili. Ingegno, senso di comune identità e forti legami affettivi hanno supplito alla lontananza e alle vicissitudini della storia. Il Duemila, che ci ha sottratto alla tirannia del tempo e della storia, ci incoraggia, anzi ci impone, a guardare insieme ad orizzonti lontani.

Pertenecemos a la misma familia, compartimos las mismas actividades, nos nutre la misma savia cultural, sabemos colaborar: para Italia y Uruguay el futuro es un camino a recorrer juntos.

(Inform)


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