* INFORM *

INFORM - N. 52 - 13 marzo 2001

Voto all'estero - Documento di protesta delle ACLI della Baviera

MONACO - Le Acli Baviera ritengono il mancato compimento dell’iter legislativo del voto degli italiani all'estero un’offesa grave, segno d’incoerenza ed insensibilità, nei confronti di milioni di concittadini sparsi per il mondo, che reclamavano un ruolo diverso e più significativo all'interno del paese, ai quali la carta costituzionale della Repubblica d'Italia riserva una rappresentanza diretta in Parlamento, ma che veti incrociati di politica miope ed infimo spessore hanno tradito.

Sì, gridiamo al tradimento. La nostra dignità, il nostro lavoro e la presenza nel mondo spesa quotidianamente anche per una migliore Italia, escono da questa vicenda parlamentare ferite e scosse dalle radici più profonde, pur non essendoci mai abbandonati a facile entusiasmi. Oltre quarant’anni d'impegno politico in questo versante hanno insegnato ad essere cauti e parsimoniosi nelle sempre meno affrettate valutazioni di giubilo, oggi ne abbiamo la riprova! E la credibilità della politica? E la nuova stagione della trasparenza nei rapporti con i cittadini? O forse noi italiani all’estero, cittadini non lo siamo abbastanza? La delusione e l'amarezza sono laceranti, con troppo facile sussiego si è procrastinato un appuntamento con la storia, annunciato e beffardamente rimandato.

La prossima assise del Parlamento italiano se non vedrà tra i suoi ranghi rappresentanti degli italiani all'estero non avrà rispettato lo spirito della Costituzione che, a chiare lettere, li prefigura. Gli esiti di questa tornata elettorale saranno quindi la risposta e scioglieranno i nodi, finalmente, delle ragioni e giustificazioni, spiegandone le dietrologie, della mancata promulgazione di una legge ordinaria sulle modalità del voto all’estero che ostacolata da troppi è stata affossata da tutti. (Inform)


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