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INFORM - N. 51 - 12 marzo 2001

Gli industriali si spostano nell'Europa dell’Est, il sindacato li "insegue"

Una proposta e un appello ai vertici del sindacato confederale di Silvano Miniati, segretario generale della UII Pensionati

ROMA - Un’ora di lavoro di tutti i lavoratori dell’Unione Europea per sostenere l'attività sindacale nei Paesi dell’Est europeo dove gli imprenditori italiani stanno delocalizzando le loro imprese.

Silvano Miniati, segretario generale della Uil Pensionati, lancia questa proposta in un appello ai vertici del sindacato confederale perché prendano l'iniziativa e propongano alla Ces una mobilitazione straordinaria in favore dei lavoratori e dei sindacati della Romania e di quei Paesi dell’Est europeo nei quali le imprese italiane stanno delocalizzando le loro attività e dove è più difficile per i lavoratori affermare i propri diritti.

"Come favorire in questi Paesi (a noi vicini per ragioni geografiche, storiche e culturali, e che si prevede entreranno presto a far parte dell’Unione Europea) lo sviluppo di attività imprenditoriali, la creazione di posti di lavoro e dunque la crescita della ricchezza, ma nel rispetto dei diritti dei lavoratori e delle compatibilità ambientali, e come evitare che le imprese italiane ed europee utilizzino la minaccia di spostare le loro produzioni all'estero come arma di ricatto nei confronti dei lavoratori a dei sindacati delle più ricche nazioni di origine? Sono, questi, interrogativi che - dichiara Miniati - non possono essere sottovalutati dal movimento sindacale italiano e ai quali occorre dare con urgenza risposte concrete.

Gli industriali, in particolare quelli veneti, scelgono l’Est europeo - e soprattutto la Romania - per impiantarvi i propri stabilimenti. Sono infatti circa 10mila le aziende italiane operanti in Romania, di cui oltre un migliaio fanno capo ad imprenditori del trevigiano, e l’Unione degli industriali di Treviso decide, alla fine del febbraio scorso, di celebrare a Timisoara l’inaugurazione del suo Anno imprenditoriale. La Confindustria. dal canto suo, dà il via libera alla creazione dell’Associazione degli imprenditori italiani in Romania.

Nelle aziende che nascono come funghi in questa nazione si lavora molto a sovente in condizioni di scarsa sicurezza (spesso ignorando anche l'impatto ambientale delle produzioni) e si guadagna poco. Così crescono i profitti e, parallelamente, cresce anche la possibilità di ricattare pesantemente lavoratori e sindacato in Italia.

II sindacato non può stare con le mani in mano - prosegue Miniati. Chiediamo che i vertici del sindacato confederale prendano l’iniziativa e propongano alla Ces una mobilitazione straordinaria. Siamo convinti, infatti, che i processi di globalizzazione e il processo di unificazione europea in atto richiedano al sindacato europeo più decise iniziative di solidarietà e di collaborazione tra lavoratori della diverse nazioni.

Tenendo conto di quanta stanno già facendo i sindacati italiani ad europei, sarebbe di grande importanza lanciare ma sottoscrizione pari a un'ora di lavoro in tutta l’Unione Europea per interventi di sostegno in quegli stessi Paesi, in collaborazione con i sindacati locali, per l’apertura di sedi sindacali e per la formazione di operatori sindacali.

Questa campagna e questi interventi - conclude Miniati - dovrebbero essere gestiti dalla Ces, che dovrebbe inoltre impegnarsi in una forte mobilitazione nei confronti dell'Unione Europea per la salvaguardia delle condizioni di lavoro, dei diritti sindacali e dei minimi contrattuali in tutte le nazioni dell’Europa orientale e, parallelamente, per la messa a punto di un marchio sociale da apporre sulle merci provenienti da quei Paesi prodotte nel rispetto dei diritti dei lavoratori a delle tutela sindacali. Riteniamo inoltre che la Ces dovrebbe intensificare le sue pressioni sulla UE affinché diritti sociali e del lavoro siano elementi condizionanti per l'ingresso nell’Unione stessa".(Inform)


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