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INFORM - N. 51 - 12 marzo 2001

Gli italiani all’estero non potranno votare alle prossime elezioni: per l'assessore veneto Zanon è "l’ennesima beffa del governo ulivista"

VENEZIA – "Il Governo dell’Ulivo ha chiuso baracca e burattini con l’ennesima beffa a danno dei cittadini italiani residenti all’estero. La maggioranza di centro sinistra, infatti, ha utilizzato gli ultimi giorni utili di lavoro parlamentare per approvare provvedimenti di ogni genere e natura, ma non è stata in grado di mettere a punto una semplice leggina attuativa che consentisse di esercitare il diritto di voto a chi non può tornare in patria". E’ il commento dell’assessore regionale veneto ai flussi migratori Raffaele Zanon dopo che la tredicesima legislatura si è chiusa senza dare la possibilità di voto agli italiani all’estero. "La prima conferenza degli italiani nel mondo del dicembre 2000 – aggiunge l’assessore – avrebbe dovuto segnare un punto di svolta definitivo per il riconoscimento di questo diritto fondamentale.

Invece, all’inizio del terzo millennio, il Governo ulivista si è dimostrato incapace di individuare un modo per far votare i nostri concittadini residenti all’estero. Sono molto amareggiato - afferma l’assessore veneto - perché ho incontrato, in questi mesi, i nostri emigrati in diversi paesi del mondo, e ho compreso quanto, per loro, la possibilità di esercitare il diritto di voto rappresenti il segno più forte di appartenenza alla comunità italiana. Ribadisco tuttavia che – assicura Zanon - sin dai primi giorni della prossima legislatura, la Regione Veneto rinnoverà il suo impegno presso il nuovo Governo, perché si arrivi presto a rendere concreto l’esercizio del diritto di voto per i residenti all’estero. Per quanto riguarda poi specificamente il Veneto – conclude l’assessore – ho già formalizzato la richiesta che, nel nuovo Statuto, trovi spazio l’affermazione che i Veneti residenti all’estero vengano messi nella condizione di esercitare il voto amministrativo regionale". (Inform)


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