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INFORM - N. 50 - 9 marzo 2001

Voto all’estero - Dino Nardi (CGIE Svizzera): "Grazie al partito trasversale l’emigrazione ha perso il treno ma l’Italia ha perso la faccia!

ZURIGO - Dopo decenni di attesa, un paio di lustri di forte impegno, di alcuni anni di continuo pressing nei confronti del Parlamento e diversi mesi di grande illusione a seguito della modifica degli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione è arrivata puntuale la cruda realtà per gli emigrati e, più in generale, per gli italiani residenti all’estero. Infatti sono state sciolte le Camere senza che sia stata approvata la legge ordinaria di attuazione del voto all’estero per cui grazie al partito trasversale da sempre contrario al voto agli emigrati, presente in Parlamento e mai morto, anche alle prossime elezioni politiche verrà impedito di votare a milioni di italiani residenti all’estero.

È un fatto molto triste poiché anche se la legge ordinaria venisse emanata nella prossima legislatura, e non è detto, saranno ormai sempre meno gli emigrati, che tanto si sono battuti per conquistare questo diritto, che potranno avvalersi tra cinque anni, per ovvie ragioni anagrafiche, del voto all’estero.

Cosicché se della eventuale futura legge dovessero beneficiarne essenzialmente le seconde e terze generazioni, che non so quanto potranno essere interessate al voto per il Parlamento italiano, è evidente il rischio di un vero e proprio fiasco.

A questo punto, a mio avviso, andrà a finire che la futura legge ordinaria di attuazione del voto all’estero quando, e se, vedrà la luce assomiglierà di più a quella immaginata dal Senatore Migone e soci e molto meno a quella approvata inutilmente nelle scorse settimane dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato. (Dino Nardi-Inform)


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