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INFORM - N. 50 - 9 marzo 2001

Sul voto all'estero conferenza stampa di Alleanza Nazionale

Tremaglia: il Capo dello Stato non doveva espropriare il Parlamento dei suoi poteri legislativi. Ma per il capogruppo di AN Gustavo Selva le responsabilità sono del governo

ROMA - "Ci troviamo di fronte a tre milioni di cittadini italiani all'estero di cui in questi giorni non si parla per niente. Gli organi istituzionali di questo Paese hanno voluto ignorare, tra quelli che erano i provvedimenti più importanti di fine legislatura, la legge ordinaria per l'esercizio del voto degli italiani nel mondo. Questo è un fatto di una gravità terribile. Sono indignato, sono schifato e addolorato".

All'indomani dello scioglimento delle Camere Mirko Tremaglia convoca a Montecitorio una conferenza stampa. Sembra lontano il tempo della "politica dell'intesa" - che pure, anche in questa occasione, non ha mancato di rievocare - grazie alla quale "siamo riusciti a cambiare la Costituzione". Ora è il momento delle accuse per un risultato che sembrava a portata di mano e non è stato raggiunto.

Il principale bersaglio di Tremaglia è il Presidente della Repubblica. A Carlo Azeglio Ciampi egli addebita di aver sciolto il Parlamento prima dell'approvazione della legge ordinaria. "Ho ricordato al Capo dello Stato che questa era una norma di attuazione della Costituzione e che lui è il garante della Costituzione: prima di tutto dell'attuazione delle norme costituzionali. Non si può espropriare il Parlamento dei suoi poteri legislativi, anche quando il governo dice che una legge non è attuabile".

Con Tremaglia, nella sala stampa della Camera, sono Gustavo Selva, capogruppo di AN, e Bruno Zoratto, quale responsabile del CTIM per l'Europa.

"Intendo solo interpretare la rabbia e lo sdegno degli italiani nel mondo per questa beffa che si è consumata a nostro danno, dice Zoratto. Ovunque c'è una mobilitazione, ovunque ci sono proteste, ovunque ci sono riunioni per approvare dei documenti in cui si denuncia l'inettitudine del governo e la mancanza di volontà politica nel voler finalmente adempiere ad un principio di democrazia e di civiltà qual è l'esercizio del voto all'estero".

Gustavo Selva sostiene che nella vicenda del voto all'estero "la responsabilità del Governo è gravissima", ed aggiunge: "c'è stato un gioco sottile e perfido che non ha permesso di arrivare al risultato concreto". Egli non condivide il giudizio di Tremaglia sulla responsabilità del Capo dello Stato. "Per quanto riguarda il Presidente della Repubblica io credo che abbia fatto tutto ciò che gli era costituzionalmente dovuto e possibile,. Credo che a Ciampi debba essere riconosciuto il grande merito di avere risvegliato l'onore ed il prestigio della Patria. Per questo noi lo ringraziamo. Il Presidente non fa le leggi, le leggi sono fatte dal Parlamento e l'esecuzione è affidata al governo. Noi richiamiamo la responsabilità gravissima del governo per aver nascosto la verità circa l'impossibilità, che è stata scoperta in fine legislatura, di non avere gli strumenti per determinare l'esercizio effettivo del voto degli italiani all'estero".

Ma Tremaglia non si limita solo ad accusare. Egli presenta delle proposte, rivolte, in qualità di segretario generale del Comitato Tricolore per gli italiani nel mondo, a tutte le forze politiche per la prossima campagna elettorale. "Chiediamo che si impegnino ad approvare entro i primi sei mesi della nuova legislatura la legge ordinaria per l'esercizio del voto all'estero; che a titolo di riparazione venga ricostituito il ministero per gli Italiani nel mondo, infine che tra i candidati alle elezioni politiche i partiti inseriscano degli italiani all'estero nella quota proporzionale". Per quanto riguarda AN - conclude Tremaglia - "ho chiesto che siano cinque i candidati scelti tra gli italiani all'estero". (Inform)


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