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INFORM - N. 49 - 8 marzo 2001

Dino Nardi (CGIE Svizzera): "evitata - per il momento - l’anoressia della rete consolare"

ZURIGO - Alcune settimane fa affrontammo la questione delle ormai imminenti chiusure delle sedi consolari italiane in Svizzera ed in altre parti del mondo. In quel commento avevamo definito l’intera vicenda "non solo triste bensì poco seria sia per come veniva gestita dal Ministero degli Affari Esteri (MAE) e sia per la protervia con la quale erano state prese le decisioni da parte dell’Amministrazione senza consultare il CGIE, in qualche caso, oppure senza tener conto del suo parere quando invece era stato consultato". Sempre nello stesso commento sollecitavamo ancora il MAE, una volta di più, a soprassedere da ulteriori chiusure e ripetevamo la richiesta di una moratoria di cinque anni per qualsiasi altra ristrutturazione della rete consolare italiana.

La scorsa settimana, aprendo i lavori dell’assemblea plenaria del CGIE, il Segretario generale, Franco Narducci, nella sua relazione introduttiva ha dedicato molto spazio alla questione della ristrutturazione della rete consolare anticipando, tra l’altro, che nell’incontro già programmato con il Ministro degli Esteri, Lamberto Dini, gli avrebbe ribadito che "(..) non sono più accettabili situazioni dolorose per le nostre comunità (..) se si metterà mano alle chiusure annunciate. Chiediamo una moratoria per i provvedimenti non ancora passati in giudicato ed una concertazione vera con le rappresentanze delle comunità, perché riteniamo fondamentale la questione di metodo per costruire insieme le alternative. Per il futuro chiediamo che si stabiliscano criteri certi, resi trasparenti, per le decisioni riguardanti la razionalizzazione della rete consolare ed auspichiamo soprattutto che le strategie perseguite portino ad una reale valorizzazione delle nostre comunità con l’obiettivo di rendere sempre più produttiva la politica estera del nostro Paese".

Ebbene, sia grazie anche alle nostre puntuali denuncie e proposte e sia grazie all’insistenza con la quale il CGIE ha sempre posto la questione della ristrutturazione della rete consolare si può affermare, ora, che un paio di risultati di grande importanza sono stati finalmente raggiunti. Infatti il Ministro Dini ha accolto, innanzitutto, il principio che in futuro, in materia di ristrutturazione della rete consolare, il CGIE venga sempre consultato e che rappresentanti dello stesso Consiglio Generale partecipino alle discussioni programmatiche che concernino tale tema. In secondo luogo, il Ministro degli Esteri ha accolto la richiesta di moratoria per un periodo di tre anni. Pertanto, quantomeno per il prossimo triennio, per esempio, non chiuderanno più le sedi consolari di Coira, Neuchâtel e Sion in Svizzera, come pure quelle di Durban in Sud Africa, Edmond in Gran Bretagna, Mulhouse in Francia e Newark negli Stati Uniti. Con grande soddisfazione di tutti noi ed ancor di più per i rispettivi Comites che tanto hanno lottato per difendere il loro consolati e garantire la continuità del servizio alle comunità da loro rappresentate.

Adesso, però, non si dovrà vivere sugli allori bensì utilizzare i prossimi tre anni per facilitare al massimo i rapporti tra utenza e strutture consolari e per aumentare l’efficienza di queste ultime attraverso sia un potenziamento degli organici che una più estesa rete di sportelli e di corrispondenti consolari. Ma anche con una più incisiva sburocratizzazione degli adempimenti utilizzando al meglio le opportunità offerte dall’informatica e dalla legge Bassanini e pure attraverso una riduzione degli adempimenti richiesti agli italiani all’estero (analogamente a quanto già accaduto nelle scorse settimane con il venir meno dell’obbligo del permesso consolare per i giovani che rimpatriano temporaneamente), come più volte sollecitato da noi e dallo stesso CGIE. Pensiamo, per esempio, alla gratuità del passaporto, all’estensione decennale della sua validità, all’abolizione dell’assenso per i genitori ed all’esenzione dall’IRPEF anche per l’abitazione posseduta in Italia dagli iscritti all’AIRE.

Ecco, se nei prossimi tre anni di moratoria che si sono ottenuti si riuscisse a centrare tutti questi obiettivi sarebbe possibile riaffrontare poi il problema della ristrutturazione della rete consolare senza grandi preoccupazioni. (Dino Nardi*-Inform)

* Presidente della Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE, Presidente dell'Ital-Uil Svizzera.


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