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INFORM - N. 49 - 8 marzo 2001

Termina nell'Aula del Senato il balletto sul voto all'estero

"Possiamo dire: alla XIV legislatura, chi vivrà, vedrà!", esclama il Presidente Mancino ponendo fino all'inconcludente dibattito.

ROMA - La legge ordinaria sul voto all'estero è infine approdata, secondo copione, nell'Aula di Palazzo Madama. In seduta notturna, a meno di ventiquattr'ore dalla chiusura della legislatura, i senatori hanno ascoltato la relatrice D'Alessandro Prisco e il sottosegretario agli Esteri Danieli, hanno preso parte alla discussione generale, hanno ascoltato il sottosegretario all'Interno Brutti ed infine, d'accordo con il Governo, hanno "deciso di non decidere" passando la palla al Parlamento che nascerà dalle elezioni del maggio prossimo. "Alla XIV legislatura, chi vivrà, vedrà!", è stato l'epitaffio del Presidente Mancino nel porre fine alla vicenda.

Quello che segue è il resoconto sommario della seduta dedicato alla discussione sulle "Norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani all'estero".

D'ALESSANDRO PRISCO, relatrice. Esprime grande soddisfazione per l'approdo in Aula, dopo l'approfondito esame in Commissione affari costituzionali, del disegno di legge che completa il percorso avviato con la revisione degli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione allo scopo di consentire l'esercizio del voto agli italiani residenti all'estero. Tuttavia desta rammarico l'impossibilità di applicare le norme transitorie previste dall'articolo 23 sin dalla prossima scadenza elettorale.

DANIELI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Nel corso della legislatura sono stati conseguiti passi decisivi in tema di diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero ed il testo in esame è un risultato di grande rilievo per la definizione degli aspetti tecnici necessari ad assicurare l'effettivo esercizio di tale diritto. In esso sono contenute importanti novità, quali il voto per corrispondenza, l'opzione per il voto in Italia e l'istituzione di un'anagrafe unica degli italiani residenti all'estero.

Nell'ambito dell'Unione europea sono state già realizzate intese per garantire l'esercizio del diritto di voto agli italiani all'estero, mentre ulteriori integrazioni dovranno interessare i numerosi cittadini temporaneamente residenti fuori dai confini. Esprime rammarico per l'impossibilità di dare immediata attuazione alla norma transitoria a causa di una serie di adempimenti di natura tecnica difficilmente realizzabili in tempi ristretti.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

MARCHETTI (Misto-Com). I Comunisti italiani ribadiscono la loro contrarietà alle scelte compiute in materia di esercizio del diritto di voto da parte di cittadini italiani residenti all'estero. Il dibattito sulla legge ordinaria in esame ha confermato le gravi difficoltà applicative del sistema previsto con l'istituzione della circoscrizione Estero, in primo luogo per quanto riguarda l'identificazione degli aventi diritto al voto. Né risultano assicurate la parità di trattamento tra le diverse forze politiche e la tutela dei diritti individuali degli elettori attivi e passivi. In tali condizioni risulta necessario evitare un voto dettato dall'urgenza delle scadenze di fine legislatura.

D'ONOFRIO (CCD). L'adozione nella Costituzione della proposta avanzata sin dalla legislatura 1992-1994 di consentire il radicamento fuori dei confini nazionali di una parte della rappresentanza parlamentare costituisce una straordinaria novità nell'era della globalizzazione. Tuttavia, proprio per la consapevolezza dell'importanza del principio introdotto nella Carta costituzionale, appare più opportuno valutare con estrema attenzione gli aspetti tecnici posti dalla materia, in primo luogo per quanto riguarda la certezza degli aventi diritto e la distinzione tra residenti e non residenti ai fini dell'elettorato passivo, e quindi rinviare alla prossima legislatura l'approvazione della legge in esame. (Applausi dai Gruppi CCD, FI e AN).

GUBERT (Misto-Centro). Il testo proposto dalla Commissione contiene numerosi aspetti non condivisibili che rischiano di creare squilibri tra gli elettori che votano in Italia e quelli residenti all'estero e di sottrarre ai comuni, assegnandola a livello centrale, la compilazione delle liste elettorali. Risultano inoltre estremamente macchinosa la procedura di presentazione delle liste e non applicabile la normativa transitoria. Per tutti questi motivi esprime un giudizio negativo sul testo in esame.

PASQUALI (AN). Pur dando atto dell'impegno profuso dalla relatrice e dai rappresentanti del Governo in Commissione per giungere ad una normativa applicabile sin dalle prossime elezioni, non possono essere sottaciute le responsabilità della maggioranza per il ritardo con cui la legge ordinaria prevista dal nuovo articolo 48 della Costituzione giunge all'esame dell'Assemblea nonostante fosse stata sollecitata anche dal Presidente della Repubblica. Infatti, constatato che il Governo non ha avviato neppure quelle procedure di natura tecnica che avrebbero potuto essere adottate indipendentemente dall'approvazione della legge, occorre ricordare che i tempi tecnici sarebbero stati sufficienti se la maggioranza non avesse sacrificato un provvedimento possibile e doveroso per perseguire ostinatamente, a fini di propaganda politica, l'inutile approvazione in prima lettura della legge sul conflitto di interessi. (Applausi dai Gruppi AN e FI e del senatore Gubert).

STIFFONI (LFNP). È mancata la volontà politica da parte della maggioranza di concludere il percorso legislativo per rendere effettivo il diritto di voto ai cittadini residenti all'estero. Infatti come si intende procedere alla riforma costituzionale sul cosiddetto federalismo, si sarebbe potuto operare uno sforzo anche per approvare il disegno di legge in esame, che invece la sinistra ha osteggiato per motivi di convenienza elettorale. Così, i connazionali all'estero dovranno attendere che il Governo della Casa delle libertà nella prossima legislatura garantisca loro l'effettivo esercizio del voto. (Applausi dai Gruppi LFNP e FI).

ELIA (PPI). Esprime rammarico per la constatata impossibilità di procedere alla conclusione dell'iter di approvazione di un provvedimento che avrebbe potuto consentire l'effettivo esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero, considerato che la battaglia per raggiungere tale obiettivo è iniziata dal lontano 1993. Partendo proprio dall'ottimo lavoro svolto dalla 1 Commissione, la prossima legislatura rappresenterà l'occasione per eliminare gli inconvenienti e garantire piena attuazione, in senso democratico e autentico, alla modifica degli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione.

MAZZUCA POGGIOLINI (Misto-DU). Non ritiene si possano individuare colpe per il mancato completamento del percorso legislativo per l'effettivo esercizio del diritto di voto degli italiani all'estero. Da parte dei Democratici sono state poste in atto tutte le iniziative possibili per raggiungere quell'obiettivo che sarà senz'altro ripreso nella prossima legislatura.

MIGONE (DS). Le difficoltà di rendere operative le norme per l'effettivo esercizio del diritto di voto degli italiani all'estero derivano dal mancato rispetto di alcuni principi fondamentali di politica estera quali la certezza della conclusione di accordi bilaterali tra i Paesi, la cui mancanza non offre garanzie circa lo svolgimento in condizioni di parità della campagna elettorale, dell'accesso ai media e della tutela dei diritti individuali degli italiani all'estero. Ciò pone in discussione le stesse modifiche costituzionali approvate nel corso della legislatura poiché il rischio è quello di rendere un cattivo servizio ai nostri connazionali all'estero. (Applausi dal Gruppo DS e dei senatori Giaretta e Vertone Grimaldi).

SERVELLO (AN). Il percorso legislativo per il diritto di voto dei cittadini italiani all'estero è stato ispirato per gran parte da fini elettoralistici: infatti la definizione del numero dei parlamentari in fase di riforma costituzionale avrebbe reso più agevole l'applicazione della stessa. In attesa che si giunga con la prossima legislatura a rendere effettivo tale diritto, occorrerà ripensare l'organizzazione delle sedi italiane all'estero destinando maggiori risorse, in particolare per finalità di natura culturale, onde rafforzare il legame con l'Italia. (Applausi dai Gruppi AN e FI. Congratulazioni).

SCHIFANI (FI). Pur apprezzando il testo elaborato dalla Commissione, cui la Casa delle libertà ha dato il suo contributo, si sarebbe forse potuto tentare di completare l'iter legislativo anziché indirizzare gli sforzi alla discussione di provvedimenti, quali il conflitto di interesse, non tradotti poi in leggi definitive. Nella prossima legislatura per completare la riforma si dovrà partire dal testo in esame procedendo per tappe, di cui la prima sarà l'aggiornamento dell'anagrafe unica dei cittadini residenti all'estero. (Applausi dai Gruppi FI e AN).

LAURICELLA (DS). Il provvedimento in discussione rappresenta un buon testo ma è stato accompagnato da una serie di manovre dilatorie che ne hanno ostacolato l'approvazione definitiva, anche se vanno rivendicate con orgoglio le modifiche costituzionali realizzate nella legislatura. Certo il lavoro portato avanti dai comitati degli italiani all'estero verrà vanificato, ma il testo in esame rappresenterà una buona base di partenza per procedere alla riforma nella prossima legislatura.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

BRUTTI, sottosegretario di Stato per l'interno. Il Governo deve assicurare un pieno e corretto funzionamento del meccanismo elettorale, attraverso l'espletamento di una procedura che richiede tempi non brevi. La complessità della stessa procedura determina la consapevolezza dell'impossibilità di garantire in forma credibile e corretta il voto nella prossima tornata elettorale, anche perché un'organizzazione non trasparente darebbe un segno negativo all'attuazione di un'importante legge costituzionale. Il solo accertamento presso le anagrafi dei comuni della capacità elettorale richiede almeno due mesi, per cui è indispensabile che la legge entri in vigore almeno 70 giorni prima della consultazione elettorale. Il Governo sottoscrive comunque l'impegno, con ciò vincolando le forze politiche che lo compongono, a risolvere in tempi rapidi i problemi tecnici, a completare il disegno costituzionale e a garantire in forma corretta e certa il voto degli italiani all'estero nella prossima legislatura.

D'ALESSANDRO PRISCO, relatrice. Ringrazia i senatori intervenuti che hanno espresso sostanziale consenso al disegno di legge e in modo particolare i componenti della 1 Commissione per il costruttivo lavoro svolto, che si augura costituisca una priorità della prossima legislatura in modo da offrire certezze ai nostri connazionali all'estero.

PRESIDENTE. Si associa ai ringraziamenti espressi in Aula nei riguardi della relatrice e della Commissione e si augura che il provvedimento possa essere approvato nella prossima legislatura. Preso atto dell'andamento del dibattito, dichiara conclusa la discussione dei disegni di legge in titolo. (Inform)


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