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INFORM - N. 48 - 7 marzo 2001

Trasferimento contributi Avs All‘Inps: una interrogazione parlamentare e un commento di Dino Nardi (Cgie Svizzera)

ROMA - I senatori Pizzinato, Besostri, Zilio, Montagnino, Co', Capponi, Ripaminti, Preioni hanno presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Esteri, al Ministro degli Affari Europei, al Ministro del Lavoro una interrogazione sul trasferimento dei contributi Avs all'Inps.

Eccone il testo:

Premesso che:

- l'accordo fra la Comunità Europea e la Svizzera – in fase di ratifica da parte dei due Stati – prevede la cessazione del trasferimento dei contributi previdenziali dall'Istituto previdenziale elvetico all'INPS, come stabilito dalla Convenzione bilaterale fra i Governi italiano e svizzero;

- tale previsione dell'accordo, tra la Svizzera e la CE, ha determinato una forte preoccupazione fra i lavoratori italiani che operano in Svizzera (come frontalieri o immigrati), anche in relazione ai processi di ristrutturazione aziendale (ed esuberi di personale) in atto anche in aziende svizzere;

- oltre 12 mila lavoratori italiani che operano in Svizzera, con una petizione consegnata al Ministro del lavoro lo scorso anno 2000, hanno richiesto: "… che il blocco del trasferimento dei contributi AVS all'INPS venga differito, in applicazione di una apposita norma transitoria, di almeno 5 anni a partire dal 2001";

- la Confederazione sindacale dei lavoratori svizzeri si è pronunciata ufficialmente per una deroga transitoria al blocco dei trasferimenti dall'AVS all'INPS, attraverso: "l'introduzione nell'accordo un termine transitorio – ad esempio 5 anni – al fine di permettere alle persone prossime all'età di pensionamento di realizzare le aspettative…";

- in occasione dell'esame della Legge Finanziaria 2001-2003, al Senato il Governo ha accolto un ordine del giorno (n. 9.4585.964) il quale: "impegna il Governo a negoziare con i parteners dell'Unione Europea, l'introduzione nell'accordo UE Svizzera sulla libera circolazione delle persone una clausola transitoria di cinque anni, a valere dall'entrata in vigore dei trattati che annulla la predetta discriminazione in materia previdenziale per i lavoratori italiani in Svizzera e a reperire le risorse finanziarie per garantire il diritto alla pensione con il computo di periodi svolti in Svizzera, durante il succitato periodo transitorio".

La II Commissione del Consiglio generale degli Italiani all'Estero CGIE – riunitasi il 16 e 17 febbraio 2001 a Roma - ha esaminato la richiesta degli immigrati italiani in Svizzera ed ha sollecitato il Governo italiano a definire una norma transitoria per 5 anni;

- l'Assemblea dei rappresentanti degli immigrati italiani in Svizzera, tenutasi - presso la Casa d'Italia di Zurigo – il 3 marzo 2001: "…per il trasferimento dei contributi AVS all'INPS dopo l'entrata in vigore degli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'Unione Europea…", alla quale hanno partecipato rappresentanti delle forze politiche di maggioranza ed opposizione, delle organizzazioni sindacali italiani e del CGIE, ha sollecitato il Governo italiano ad adottare le misure che consentano una deroga di 5 anni, al trasferimento dei contributi previdenziali dall'AVS all'INPS:

gli interroganti chiedono di sapere

- quali iniziative, misure o provvedimento sono stati posti in atto dal Governo per assicurare una norma transitoria di cinque anni alla Convenzione Svizzera-CE per il trasferimento dei contributi previdenziali dall'AVS all'INPS;

- se avendo l'Italia ratificato, il 12 febbraio 2001, la Convenzione Svizzera-CE, il Governo italiano, nel confronto con la Comunità Europea, ha posto il problema della "norma transitoria di 5 anni", come indicato nell'Ordine del Giorno accolto dal Governo al Senato, e con quali risultati;

- in caso contrario quali misure intenda adottare (Accordo Bilaterale, Decreto legge, Ordinanza, Proposta di legge, ecc.) al fine di assicurare, dal 1° gennaio 2001, una norma transitoria, per la durata di 5 anni, del proseguo del trasferimento dei contributi previdenziali, dei lavoratori italiani in Svizzera, dall'Ente previdenziale elvetico all'INPS

***

Naturalmente - commenta Dino Nardi, Presidente della Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del Cgie - ora dovremo attendere la risposta del governo, ma è certamente un fatto positivo che dei parlamentari, tra cui Besostri e Pizzinato (DS) molto conosciuti in emigrazione in Svizzera, abbiano posto ancora una volta in una sede istituzionale come il Parlamento italiano la questione del blocco del trasferimento dei contributi AVS all‘INPS. Come è altrettanto positivo che a monte di questa iniziativa vi sia stato l‘impegno che sulla questione ha dedicato il CGIE, e la II Commissione in particolare, nonché la recente assemblea pubblica organizzata alla Casa d‘Italia di Zurigo dal Comitato che lo scorso anno aveva indetto la petizione che chiedeva un periodo transitorio di cinque anni prima che si applicasse il blocco del trasferimento dei contributi svizzeri all‘INPS. (Inform)


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