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INFORM - N. 48 - 7 marzo 2001

8 marzo 2001: la Uim alla donne italiane nel mondo

ROMA - Per la Uim, l'8 marzo è doppia festa: il sesto anniversario della sua costituzione e la giornata internazionale della donna. Questa coincidenza ha spinto l'Unione Italiani nel Mondo a coinvolgere, come di consueto, una donna italiana residente all'estero per rivolgere un pensiero a tutte le donne italiane nel mondo..

Quest'anno il messaggio è stato affidato a Marina Piazzi, componente del Cgie, che dal Messico ha scritto:

"Otto marzo di nuovo e noi qui a confrontarci con il passato, a misurare lo spessore degli avvenimenti e a costituire il futuro, giorno dopo giorno, con la serena tenacia di sempre, a piccoli passi decisi, non sempre coscienti dell'importanza delle nostre azioni quotidiane. Noi, donne italiane all'estero, siamo testimoni e interpreti di realtà di norma diverse da quelle del nostro paese, che ci vedono a volte impegnate in un quotidiano confronto con situazioni che le nostre concittadine in patria considerano superate o in fase di decisa evoluzione. Il convegno di Lecce ha messo in evidenza anche queste specificità, ma ha rilevato soprattutto quel patrimonio comune di apporti che le donne italiane forniscono in prima persona al tessuto sociale e produttivo dei paesi in cui vivono, alle proprie comunità ed all'immagine dell'Italia all'estero. Siamo in gran parte le artefici dell'inserimento delle nostre famiglie nei paesi di accoglienza e la tempo stesso il primo strumento i diffusione della nostra cultura intesa in senso lato, eppure il nostro contributo non trova spesso riscontro in un adeguato riconoscimento istituzionale e le situazioni di particolare vulnerabilità in cui parte di noi si trova, vivendo in questi paesi che la Conferenza ha definito "a democrazia fragile", non ha ancora richiamato la dovuta attenzione".

Dal Convegno di Lecce sono uscite proposte concrete del cui avanzamento dovremo farci carico in prima persona, anche garantendo una maggiore partecipazione in tutti gli aspetti della vita associativa. Il mondo dell'emigrazione vive da alcuni mesi in costante fibrillazione per gli esiti deludenti delle battaglie per il voto all'estero, per il mancato riconoscimento di maggiori poteri ai Comites, per la ricerca di un'identità di evoluzione che possa attraverso una piena chiarezza nelle anagrafi. Nonostante questi poco confortanti fatto con cui si chiude, proprio in questi giorni, la XIII legislatura, nel giorno delle donne, dobbiamo ribadire il nostro impegno affinché si facciano passi in avanti per rilanciare la speranza di tante donne e tanti uomini che rivendicano dall'estero il riconoscimento del proprio essere italiani.

Con questo auspicio - ha concluso Marina Piazzi - mi unisco a tutte voi in un caloroso abbraccio per continuare a costruire assieme un mondo che sia più cosciente e rispettoso della nostra presenza e del nostro operato". (Inform)


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