* INFORM *

INFORM - N. 47 - 6 marzo 2001

Voto all'estero - Appelli al Presidente Ciampi

Da Parigi -Giancarlo Gallani, Il Notiziario degli Italiani in Francia

Illustre Presidente,

sono sicuro che tutti gli italiani devono ringraziarLa per l’omaggio da Lei fatto, anche a nostro nome, agli eroici italiani caduti a Cefalonia. Un giusto e dovuto atteggiamento di rispetto nei confronti dei valorosi soldati morti per la Patria. Finalmente l’Italia ha un Presidente Patriota, da troppo tempo lo aspettavamo, dalla fine della guerra, dal 1945.

Adesso però occorre dimostrare che anche i vivi meritano del rispetto. Parlo di noi italiani della "diaspora", parlo di noi dell’IRE. Parlo dei tre o quattro milioni d’Italiani Residenti all’Estero. Ingiustamente offesi, umiliati e dimenticati da più di mezzo secolo da tutti i governi, da tutti i partiti, da tutti gli uomini politici, fatta eccezione per Tremaglia, e da tutti i vari e numerosi Presidenti.

Anche noi, da sempre, aspettiamo un segno di riconoscimento e di rispetto che ci siamo meritati. Meritati attraverso il nostro lavoro e con l’attaccamento che abbiamo sempre avuto nei confronti della Patria. Oggi esiste un solo ed unico modo per dimostrare a tutti che l’Italia è, realmente, un paese democratico. Un paese che rispetta i suoi figli all’estero e che riconosce i loro diritti. La legge che ci autorizzerà a votare per posta deve essere approvata, approvata subito, senza indugi, senza tentennamenti e senza ulteriori rinvii. Noi, da tutte le parti del mondo, in piedi e come un sol uomo, reclamiamo quello che è, e che resta, un nostro sacrosanto diritto.

Un diritto e un dovere inalienabile, improcrastinabile !

Sembrerebbe che Lei abbia dichiarato che il più è stato fatto. Se è vero ci lasci dire, Signor Presidente della Repubblica, che noi dell’IRE, noi residenti all’estero, non siamo d’accordo! Noi affermiamo che ciò sarà vero unicamente quando potremo esercitare il nostro diritto; e non prima! Per modificare i tre articoli della Costituzione ci sono voluti più di cinquant’anni. Se la legge d’applicazione non sarà approvata subito, dovremo quasi certamente aspettare ancora un altro mezzo secolo. Non c’è alcun dubbio, oggi è ormai giunta l’ora di dire basta! Lo diciamo, lo gridiamo, lo urliamo con sdegno a voce alta, sicura, forte e determinata :

Signor Presidente Ciampi, Lei è l’unica persona a cui, noi dell’IRE, possiamo ancora accordare fiducia, prenda le nostre difese e quelle della democrazia.. Lei ha l’autorità morale, politica, gli argomenti e la forza della logica per costringere i partiti ad assumere le loro responsabilità, di fronte al Popolo italiano e di fronte alla Storia. La legge deve essere approvata, e approvata subito, prima dello scioglimento delle Camere. Noi, e tutte le nostre famiglie, quelle ancora residenti in Italia sono milioni e milioni, le saremo riconoscenti per avere dimostrato di essere, non solo un patriota, ma anche un uomo giusto, leale e realmente democratico. L’uomo che l’IRE attendeva da oltre mezzo secolo. La prego, non ci disilluda, non ci mortifichi ancora, non ci abbandoni. Metta, la preghiamo, un termine definitivo alla vergogna che infanga, da troppo tempo, non solo la classe politica italiana ma l’Italia. Noi dell’IRE racconteremo ai nostri figli del suo coraggio, della sua fermezza, della sua determinazione a rispettare gli impegni presi da tutti; anche da Lei Signor Presidente della Repubblica Italiana. Ricorderà certamente la Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, nel dicembre del 2000. I 1400 rappresentanti degli italiani all’estero, nel palazzo della FAO, cantavano felici ed illusi l'inno di Mameli. Uno solo, scettico, intonò la Marsigliese; speriamo che non abbia avuto ragione lui. Sono passati unicamente tre mesi.

Mi creda Signor Presidente, siamo ormai stanchi di essere illusi, traditi e dimenticati da tutti, la prego, non lo faccia anche Lei ! Cordialmente. (Giancarlo Gallani - Il Notiziareio degli Italiani in Francia - Parigi) fratelliditalia@wanadoo.fr


Vai a: