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INFORM - N. 44 - 2 marzo 2001

Veneti nel Mondo - L'assessore Zanon in visita alle comunità venete in Messico

VENEZIA - Per la prima volta da quando esiste l'ente Regione, un rappresentante ufficiale del Veneto, l’Assessore all’emigrazione Raffaele Zanon, ha incontrato in Messico le comunità di origine veneta che, a partire dalla fine dell’Ottocento, si sono insediate, hanno colonizzato e reso fertili le zone di Huatusco, Colonia "Manuel Gonzales" (piantandole a caffè) e Chipilo (allevando bestiame), nello stato di Vera Cruz che, con sette milioni di abitanti è il terzo del paese centroamericano, tra i più belli e ricchi, sul Golfo del Messico. Infatti, Zanon, dopo aver chiuso, a Caracas, la Conferenza d'Area che ha riunito in assemblea i rappresentanti dei veneti del Centro e del Sud America, è stato in Messico, dal 17 al 21 febbraio scorso, per conoscere direttamente, dopo contatti informali che risalivano ai primi anni novanta, la realtà dei nostri emigrati in questo paese centro-americano.

Zanon ha incontrato le comunità venete e anche numerosi rappresentanti degli organismi di governo dello Stato di Vera Cruz e dei comuni che hanno manifestato una forte esigenza di collegamento con la realtà economica, sociale e culturale del Veneto. Per la precisione Zanon si è incontrato, a Vera Cruz, città più antica del continente americano, più importante dello stato e maggior porto commerciale del Messico, con l'assessore comunale al turismo Josè Morales con il quale si è soffermato sui possibili punti comuni di sviluppo delle relazioni tra le due regioni.

A Huatusco, l’assessore veneto ha incontrato la Sindaca Adriana Sanchez Zilli, e un numeroso gruppo di veneti che, nel corso di una, a tratti anche toccante, riunione, sono stati "premiati" dall'assessore con la consegna del distintivo della Regione Veneto. "Qui sta una parte del cuore del Veneto - ha detto Zanon - per questo siamo qui. Oggi il Veneto è una terra di immigrazione e non più di emigrazione. E' una terra ricca che però si ricorda della sua gente che, nel passato, ha dovuto andarsene per trovare possibilità di vita e di lavoro". Proprio a Huatusco un gruppo di imprenditori edili ha avanzato la proposta di realizzare un progetto di cooperazione internazionale.

L’intento è di verificare la possibilità di far arrivare in questa zona del Messico macchinari e risorse tecnologiche nel settore dell’edilizia e delle costruzioni, già superate e non più usate nel Veneto ma che qui sarebbero all'avanguardia e molto utili a diversificare i settori di produzione economica. Sono stati poi sollecitati interscambi tra queste località messicane e il Veneto, soprattutto in ambito educativo e nel settore della formazione professionale, del turismo. Significativo in questo senso, l’incontro di Zanon, a Xalapa capitale dello stato di Vera Cruz, con i rappresentanti del Segretariato de Desarrollo Economico (il Ministero dello sviluppo economico).

Le comunità venete hanno richiesto anche specificamente insegnanti di lingua italiana per proseguire nel percorso iniziato dalla biblioteca di Huatusco – visitata dall’assessore - attivata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo alla fine del 1999, forte di oltre 3000 volumi, di 70 video, aperta ogni giorno e molto attiva sul fronte dell'insegnamento della lingua italiana. Ultima tappa di questa prima visita ufficiale della Regione Veneto in Messico è stata Chipilo, grosso centro alle porte di Puebla. 3800 abitanti, 600 famiglie di origine veneta, agricoltori e allevatori con diecimila capi di bestiame che producono 120 mila litri di latte al giorno, ma anche con attività nel settore del legno e dei mobili. Qui è stata lamentata la mancanza di formazione professionale e il poco collegamento con l'Ambasciata italiana. Durante l’incontro con l'assessore è stato deciso di dare vita, anche a Chipilo - che finora ne era privo - di un'Associazione che coordini e rilanci l'attività e i collegamenti con il Veneto. "Ci sono 350 associazioni di veneti nei 5 continenti – ha osservato Zanon - adesso, con la prevista nascita di quella di Chipilo ce ne sarà una in più". Zanon ha sollecitato inoltre la costituzione di una Federazione delle Associazioni dei Veneti nel Messico.

A Chipilo i ragazzi di venti-venticinque anni parlano il veneto. E’ un veneto d’altri tempi che, nel Veneto del Duemila, sa di antico, di memorie famigliari appartenenti ai nonni e ai bisnonni. Ma risulta francamente sorprendente ed emozionante e questa "parlata" ha la capacità di rinsaldare subito le radici comuni, di emozionare e raccontare con più immediatezza di altre analisi, le caratteristiche, e l’originalità profonda di queste storia e di queste vita vissute. Huatusco e Colonia (a un paio d’ore da Vera Creuz), sono verdeggianti e quasi "predolomitiche", Chipilo (a mezz’ora da Puebla, la città messicana dichiarata patrimonio universale dall’UNESCO) è invece pianeggiante e vagamente "padana". In questi paesi la maggior parte della gente, decine di migliaia di persone, porta un cognome italiano. Un cognome veneto, per meglio dire. Si chiamano infatti Parisi, Zampieri, Bulbarella, De Bernardi, Dalla Vecchia.. Gli abitanti di queste zone messicane discendono da un'emigrazione veneta che risale all'ultimo ventennio dell’Ottocento e che si stabilì in una terra vergine colonizzandola e facendola vivere e fruttificare. I nonni e bisnonni di questa popolazione veneto-messicana provenivano, in particolare dal bellunese (dal comune di Lentiai) ma anche dal trevigiano (da Segusino e Valdobbiadene).

Huatusco celebra quest'anno il centoventesimo anno dell’emigrazione veneta da Lentiai. Fu nel 1881, infatti, che 487 persone partirono dal bellunese, ma anche dal padovano e dal trentino, per trovare lavoro e farsi una nuova vita nel Messico. Il Presidente della Repubblica di allora - racconta Rafael Parisi, dell’Associazione Bellunesi nel Mondo di Huatusco, gruppo che ha organizzato e curato il viaggio di Zanon in Messico - diede il via a una massiccia campagna che invitava nuovi coloni per popolare la terra messicana quasi deserta. A ciascuna famiglia emigrata (bastava che fosse contadina, cattolica, di buona condotta) venivano dati un pezzo di terra di 5 ettari e un contributo fisso ogni mese per due anni. Altri insediamenti veneti, ma meno significativi, si registrano anche a Monterrey e a Queretaro. Il tentativo è di riconvertire almeno parte dell'economia della zona, che si basa prevalentemente sulla coltivazione e commercializzazione del caffè il cui mercato però, attualmente, è in fase problematica. (Inform)


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