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INFORM - N. 42 - 27 febbraio 2001

Una dichiarazione del Sottosegretario all'Industria e al Commercio Estero Mauro Fabris

Commercio estero: risultati migliori del previsto

ROMA - I dati di consuntivo annuale sul commercio estero in Italia, pubblicati dall'Istat, sono migliori del previsto: nel 2000 il saldo aggregato è rimasto positivo per 2.700 miliardi. E' questa la valutazione del Sottosegretario Mauro Fabris. Il suo peggioramento rispetto al 1999 (per circa 25.000 miliardi) è interamente ascrivibile alla componente energetica; inoltre è condiviso dagli altri paesi dell'Unione Europea: dalla prime stime dell'Eurostat risulta che il saldo commerciale dell'Ue nel suo complesso è stato pari a 82 miliardi di euro, contro un passivo molto più contenuto (-19 miliardi) nel 1999, mentre quello dei paesi Uem è stato attivo per 12,6 miliardi di euro, contro 51,2 miliardi nell'anno precedente.

L'entità del disavanzo dell'Italia con l'insieme dell'Unione Europea, pari a 5.600 miliardi di lire, è stato inferiore a quella dell'avanzo (8.300 miliardi) con il resto del mondo.

Se la riduzione di quest'ultimo, nel confronto col 1999, è legata in prevalenza ad un effetto prezzi internazionali delle materie prime, amplificato dal rialzo del dollaro, il peggioramento del saldo con l'Unione Europea, per circa 8.400 miliardi, può essere attribuito almeno in parte alla scarsa intensità della sua domanda interna: quando questa ha acquistato vigore, nella seconda metà del 2000, la crescita delle nostre "cessione" verso l'area è stata più consistente; del resto in Irlanda, la cui economia è stata continuamente vivace, le esportazioni italiane sono aumentate nell'anno di oltre il 50%.

Le esportazioni dei concorrenti europei hanno avuto in media una dinamica superiore alle nostre all'interno dell'area, ma all'esterno è avvenuto il contrario: le esportazioni italiane sono aumentate in valore del 26% (in seguito ad una crescita delle quantità di circa il 17%), quelle dell'Ue del 23% e quelle dell'Uem del 21%. Nell'insieme del mercato mondiale, l'incremento delle vendite italiane è stato sostenuto nei settori di specializzazione, come il tessile-abbigliamento e la meccanica strumentale, ma soprattutto nei prodotti a forti economie di scala (chimica, mezzi di trasporto) ed in quelli della new economy (elettronica e telecomunicazioni).

Lo scenario internazionale - ha concluso Fabris - è complessivamente incoraggiante: il previsto rallentamento dell'economia americana sembra meno brusco di quanto si paventasse; i negativi effetti della ripresa dell'euro sulla competitività di prezzo delle nostre esportazioni potrebbero essere in qualche misura compensati. Un primo segnale proviene dai dati relativi al mese di gennaio del 2001 sull'interscambio con i paesi extra-Ue che, pur mostrando un saldo passivo, confermano il restringimento della forbice negli andamenti tendenziali delle esportazioni e delle importazioni. Va sottolineato il fatto che hanno finalmente ricominciato ad espandersi le vendite nell'area del Mercosur. (Inform)


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