* INFORM *

INFORM - N. 41 - 26 febbraio 2001

Fallisce il voto? I partiti inseriscano nelle loro liste candidati dell'estero

DÜSSELDORF - Adesso che è quasi impossibile approvare la legge ordinaria, ci si chiede: a che cosa doveva servire il cambiamento della Costituzione per la partecipazione degli italiani all'estero alle elezioni politiche? Ad eleggere 18 rappresentanti, ma questo non voleva e non poteva essere l'unico obiettivo, anzi non era per nulla un obiettivo, bensì il presupposto per potere raggiungere i veri e propri obiettivi: partecipazione degli italiani all'estero alla vita politica italiana, valorizzazione del potenziale politico, economico e finanziario degli italiani all'estero, ecc.

La mancata elezione dei 18 rappresentanti non toglie che il governo o l'opposizione possano impostare la loro politica tenendo conto del cambiamento della Costituzione, anzi credo che il nuovo Parlamento deve tenerne conto nell'approvazione delle leggi future, se non vuole rischiare che vengano dichiarate anticostituzionali.

Un'alternativa per potere dimostrare le serie intenzioni, almeno per i partiti che si sono dichiarati paladini degli italiani all'estero, ci sarebbe: inserire nelle loro liste dei candidati italiani all'estero. Solo i partiti che avranno nella prossima legislatura dei parlamentari italiani all'estero potranno convincere del loro atteggiamento. Per gli altri partiti gli italiani all'estero sono solo dei lontani parenti. (Giuseppe Tizza) giuseppetizza@virgilio.it

Il commento di Tobia Bassanelli

E' la proposta lanciata giorni addietro anche da Vito d'Adamo e che noi appoggiamo in pieno. Restando sempre l'incertezza sulla legge ordinaria, se quella poi fallisce ed i partiti nel frattempo non inseriscono candidati dell'estero nelle loro liste, invece di andare avanti torniamo indietro: altro che 18 parlamentari, rischiamo di averne neanche uno, mentre nel passato c'era stato almeno qualche caso di elezione di residenti all'estero (per es. la Marinaro). Alla proposta di Tizza aggiungo solo un particolare, ma importante: quei pochi candidati dell'estero dovrebbero avere una collocazione in lista dove l'elezione è sicura (per esempio ai primi posti del proporzionale): a metà o in fondo alle liste, i residenti all'estero ci sono sempre stati. (tb, de.it.press).


Vai a: