* INFORM *

INFORM - N. 41 - 26 febbraio 2001

La lettera aperta di Tremaglia al Presidente della Repubblica

"Non si possono sciogliere le Camere se prima non si è votata la legge ordinaria per gli italiani all’estero, legge di attuazione della Costituzione di cui il Presidente è garante".

ROMA - "Nel momento in cui si annuncia lo scioglimento anticipato delle Camere da parte del Capo dello Stato, a Lei mi rivolgo perché questo fatto, certamente grave, quale l’interruzione della Legislatura, abbia una motivazione consistente e non sia di danno esiziale per gli italiani all’estero. Faccio riferimento specifico alla Legge ordinaria di attuazione delle norme costituzionali che riguardano la istituzione della "Circoscrizione Estero" e l’esercizio del diritto di voto per gli italiani all’estero.

  1. Ricordo al Presidente che questa Legge interessa milioni di cittadini italiani residenti all’estero.
  2. Ricordo che questa è una Legge ordinaria, importantissima, anzi, essenziale, per rispettare il dettato costituzionale, l’art.48 e gli articoli 56 e 57 della Costituzione, di cui il Presidente è garante.
  3. Ricordo che l’ultimo atto parlamentare di revisione costituzionale è del 18 ottobre del 2000. La Legge ordinaria è ferma al Senato dal 20 luglio del 2000 e, come si sa, potrebbe essere approvata in due giorni poiché le forze politiche, in netta maggioranza, hanno concordato sul testo unificato. Da allora, Signor Presidente, le manovre contro sono state infinite, compreso il tentativo osceno di collegare quel testo con la Legge generale elettorale. Una operazione, questa, di ricatto politico che è caduta dopo qualche mese; inoltre vi sono state operazioni ostruzionistiche.
  4. Ricordo ancora al Presidente della Repubblica, che dopo aver iniziato l’esame della famosa Legge ordinaria, è apparsa la Legge sul conflitto di interessi, che tuttora impedisce alla nostra Legge ordinaria che, insisto, è di attuazione delle norme costituzionali, di essere esaminata nei tempi necessari. La Legge sul conflitto di interessi, che era stata approvata dalla Camera dei Deputati, era silente da anni ed oggi, improvvisamente, è risorta.
  5. Appare pure la Legge sul federalismo e tutto ciò fa retrocedere e rende quasi impossibile, nei tempi utili, l’approvazione della Legge, per dare la possibilità agli italiani all’estero di votare nelle prossime elezioni. E qui mi rivolgo a Lei, nella Sua sensibilità e nella Sua responsabilità. Lei non può ignorare che la nostra Legge per gli italiani all’estero è di attuazione della Costituzione. E Lei, finchè c’è spazio nei tempi normali della Legislatura, non può quindi sciogliere le Camere anticipatamente, impedendo così l’approvazione di questa Legge.
  6. Lei, Presidente, sa che le norme costituzionali, che sono definitive, cambiano il plenum della Camera e del Senato (sono state da Lei promulgate sulla "Gazzetta Ufficiale"). Non vi sono più dunque 630 deputati "nazionali" ma 618, perché 12 sono riservati agli italiani all’estero; e così non vi sono più 315 senatori, ma 309. E’ proprio la Legge ordinaria che rende esecutivo il disposto costituzionale e quindi Ella, Signor Presidente, non deve sciogliere il Parlamento fino a che quella Legge ordinaria non sia stata votata nel corso normale della Legislatura, altrimenti si assumerebbe una grave responsabilità costituzionale, oltre che politica ed anche, me lo lasci dire, di moralità politica.

La conclusione è: non sciolga le Camere in via anticipata e attenda il risultato dell’iter parlamentare. Non possiamo, ancora una volta, ingannare i milioni di italiani nel mondo. Ella sa della grande stima che ho nei Suoi confronti, anche perché Lei è stato uno dei pochissimi che ha creduto, sin dall’inizio del suo mandato, a questa battaglia, che è una battaglia di civiltà e dei diritti democratici dei nostri italiani nel mondo. Lei li ha sempre sostenuti ovunque e in ogni circostanza.

Le chiedo scusa per questo intervento che ho ritenuto, in coscienza, indispensabile dopo aver vinto, con una politica dell’intesa, lo scoglio costituzionale, che ha eliminato ogni discriminazione.

Con i migliori salut". (Mirko Tremaglia, Segretario generale del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo)


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