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INFORM - N. 40 - 24 febbraio 2001

Voto all’estero - Dino Nardi (CGIE): speriamo che non sia uno zuccherino!

ZURIGO - "È un mondo difficile, una vita intensa, il futuro incerto!", così recita il ritornello di un tormentone canoro di successo della scorsa estate, ovvero considerazioni che per gli italiani emigrati si possono certamente estendere anche all’iter travagliato del disegno di legge sul voto all’estero. Una questione che si trascina da mezzo secolo. Infatti, pur apprezzando lo sforzo fatto ieri dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato che ha approvato il testo di legge sul voto all’estero ed in particolare l’inserimento nel testo dell’emendamento che permetterà la partecipazione degli italiani all’estero anche alle iniziative referendarie, non possiamo non nutrire grossi dubbi sulla possibilità materiale che la legge possa veder la luce ancora in questa legislatura e quindi permettere agli italiani all’estero di poter votare per corrispondenza e per propri rappresentanti in occasione delle ormai imminenti elezioni politiche.

Sarebbe un vero peccato se si mancasse l’obiettivo specie dopo che in questa legislatura il Parlamento è riuscito, non senza fatica, e pressato continuamente dal CGIE, a modificare ben tre articoli della Costituzione ancorandovi il principio del voto all’estero e del numero dei parlamentari da assegnare alla Circoscrizione Estero. Sarebbe pertanto paradossale se questo Parlamento si lasciasse sfuggire l’occasione di concludere definitivamente una legge attesa da lungo tempo da milioni di cittadini italiani all’estero.

Un’ipotesi che vogliamo escludere a priori e poiché siamo ottimisti per natura vogliamo invece sperare che l’Aula del Senato possa anche approvare, e tempestivamente, il disegno di legge e che altrettanto velocemente la Camera dei Deputati, sia pure in zona Cesarini, l’approvi anch’essa e senza modifiche. Se ciò non avvenisse il voto di ieri in Commissione Affari Costituzionali sarebbe stato solo il famoso zuccherino che, come noto, dopo un attimo di goduria lascia poi l’amaro in bocca ed allora, come affermato, dal Segretario generale della UIM, Franco Fatica, gli sconfitti non saranno tanto gli emigrati quanto le nostre stesse Istituzioni! (Dino Nardi*-Inform)

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* Presidente Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE


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