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INFORM - N. 38 - 21 febbraio 2001

Il G7: cos'è e come opera a livello mondiale

ROMA - L'ottimismo con cui si è chiuso il recente incontro dei G7 a Palermo contrasta visibilmente con i timori dimostrati dalle borse che in questi giorni hanno perso diversi punti percentuali. La necessità, infatti, di tranquillizzare i mercati attualmente molto preoccupati dalla crisi dell'economia Usa, e le dichiarazioni che l'economia si trova in una fase solo temporanea di recessione, non hanno assolutamente convinto le borse, nonostante poi il Fondo Monetario Internazionale abbia previsto per il 2001 una crescita Usa dell'1,7%.

Oltretutto il Ministro delle Finanze tedesco Caio Koch-Weser ha anticipato che il FMI prevede per l'economia mondiale un tasso di crescita 2001 del 3,4%.

Quindi la riunione dei "sette grandi" nel capoluogo siciliano è stata connotata da un atteggiamento decisamente positivo.

Ma cos'è il G7 e come opera a livello mondiale? Per rispondere ad una domanda non per tutti così scontata, è sufficiente visitare il sito appositamente creato da questo organismo (www.g7-2001.org) e nel quale viene descritta succintamente questa iniziativa nata nel 1975 per volontà di Giscard d'Estaing e Schmidt.

L'obiettivo prefisso era quello di istituire un foro "in cui discutere le più importanti questioni macroeconomiche e di politica monetaria" soprattutto a seguito del crollo degli accordi di Bretton Woods nel 1971.

Il foro non è fondato su un trattato internazionale e non dispone di una struttura autonoma rispetto ai paesi membri e la sua capacità d'azione riposa in larga misura sulla volontà degli stati partecipanti.

Nel 1998, agli stati facenti parti del G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia e USA) si è unita la Russia, dando così luogo al G8. I temi di carattere più propriamente economico-finanziario continuano, però, ad essere discussi dal gruppo dei sette (da cui l’appellativo di G7 finanziario) che "segue l’evoluzione delle economie delle principali aree e delle rispettive politiche economiche e identifica eventuali necessità di coordinamento anche al fine di assicurare la stabilità del sistema finanziario internazionale.

Il G7 interviene anche nella risoluzione di crisi finanziarie attraverso la predisposizione di pacchetti di sostegno finanziario ai paesi colpiti, in accompagnamento ai programmi del Fondo Monetario Internazionale".

E' previsto una volta l'anno un vertice a cui partecipano i Capi di Stato e di Governo dei Paesi appartenenti al foro, mentre tre o quattro volte l'anno si incontrano i Ministri finanziari e i Governatori delle Banche Centrali che, tra gli altri, hanno il compito di redigere un Rapporto ai Capi di Stato e di Governo preparatorio per la dichiarazione conclusiva. "La dichiarazione dei Capi è il prodotto finale del G-7 e contiene raccomandazioni ai paesi membri e alle organizzazioni internazionali o proposte relative all’istituzione di nuovi gruppi internazionali (working group, task force, o anche nuove banche di sviluppo).

La struttura del gruppo è stata recentemente modificata per tenere conto dell'Unione Monetaria e dell'introduzione dell’euro. Alla sessione dell’incontro del G7 dedicata alla sorveglianza multilaterale e ai tassi di cambio non partecipano i Governatori delle banche centrali di Francia, Germania e Italia, bensì il Presidente della Banca Centrale Europea e il Presidente di turno dell’Eurogruppo, che hanno la competenza per la politica di cambio dell’euro. Per quel che riguarda le altre tematiche, partecipano invece i Ministri finanziari e Governatori delle banche centrali dei sette paesi membri". (Oliviero Forti - Inform)


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