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INFORM - N. 38 - 21 febbraio 2001

Precisazioni della Farnesina sulla mancata intesa con la Banca Mondiale per un programma di apprendimento a distanza nei Balcani

ROMA - Con riferimento all'interpellanza del deputato di Forza Italia, Umberto Giovine, sulla mancata intesa tra il Ministero degli Esteri e la Banca Mondiale in merito ad un programma di apprendimento a distanza nei Balcani, fonti della Farnesina hanno fornito le seguenti precisazioni.

La partecipazione italiana al programma della Banca Mondiale, denominato "Global Distance Learning Network" (GDLN), era in discussione a livello tecnico. La Banca Mondiale ha individuato un gruppo di esperti che avrebbero dovuto essere impegnati nella realizzazione di un primo studio di fattibilità, per un importo di USD 212.000. Tra questi esperti, la Banca Mondiale faceva espresso riferimento a un consulente italiano, il signor Luigi Giovine (per un ammontare massimo di 57.980 dollari).

Dalla presentazione dei termini di riferimento dello studio di fattibilità è emerso che i costi sarebbero stati estremamente elevati (si è ipotizzato un ammontare globale di circa sei milioni di dollari). Peraltro, a seguito di riscontri effettuati presso enti di formazione a distanza italiani, si è avuta conferma che lo stesso obiettivo avrebbe potuto essere realizzato in via bilaterale ad un costo nettamente contenuto, assicurando al contempo una maggiore visibilità al nostro intervento. Alla luce di queste indicazioni, la Banca Mondiale è stata informata che il Ministero degli Esteri non era interessato ad aderire al programma. Una decisione, osserva la fonte della Farnesina, che si fonda su valutazioni connesse strettamente al rapporto costi-benefici dell'intervento stesso. Pertanto l'affermazione dell'on. Giovine - secondo cui "gli effetti negativi dello scandalo Telecom Italia-Telekom Serbia sulla politica della Farnesina in Jugoslavia si fanno già sentire" - appare del tutto speciosa e priva di fondamento. (Inform)


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