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INFORM - N. 38 - 21 febbraio 2001

Popolazione straniera: ottava preoccupazione degli svizzeri

LUGANO - Dall'ultimo barometro delle preoccupazioni degli svizzeri nel 2000 - effettuato dall'Istituto di ricerca GFS su incarico del Credit Suisse - Cediem (il Centro documentazione informazione emigrazione dell'Associazione Valtellina in Ticino) ha estrapolato alcuni dati che sono indicativi dei rapporti tra popolazione straniera e popolazione indigena.

In quest'ambito tre i punti di riferimento: eccessiva presenza straniera, rifugiati/asilo, xenofobia.

Gli interrogativi hanno messo all'ottavo posto delle preoccupazioni l'eccessiva presenza straniera, al quarto il problema dei richiedenti l'asilo (c'è anche un problema di soldi) e al tredicesimo la xenofobia.

Nel rapporto con precedenti inchieste si può cogliere un rallentamento di una certa generica avversione nei confronti degli stranieri.

Più in dettaglio: rifugiati/asilo, il 41% ne è preoccupato (56% nel 1999); la xenofobia preoccupa il 15% degli intervistati (15% anche nel 1999); pure invariato il dato relativo all'eccessiva presenza straniera: 22% (che però registrava il 30% nel 1995).

Questi dati percentuali e il grado di preoccupazione nei confronti della popolazione straniera presa globalmente, secondo analisti e commentatori sono il risultato di due determinanti realtà. L'integrazione prima di tutto sta compiendo passi interessanti (anche sotto l'impulso della Commissione federale degli stranieri) e la politica del Consiglio federale - anche nella gestione della popolazione straniera - riscuote sempre più ampio consenso (negli ultimi 4 anni la fiducia nel governo ha fatto un balzo in avanti di 23 punti).

Più decisiva - sostiene il Cediem - è risultata l'evoluzione economica del paese che ha fatto regredire il tasso di disoccupazione. Se nel 1995 erano preoccupati della disoccupazione il 70% degli svizzeri e nel 1999 lo erano il 57%, oggi siamo scesi al 34%. Che è quanto dire che quando c'è occupazione e uno sforzo di integrazione, i rapporti tra svizzeri e stranieri tendono decisamente al bello. (Inform)


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