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INFORM - N. 39 - 22 febbraio 2001

Voto all'estero - La Commissione Affari Costituzionali del Senato approva la "legge ordinaria". Restano le ripartizioni geografiche della Circoscrizione Estero. Inserita la "norma transitoria"

ROMA - Superate le perplessità manifestate nella seduta del 20 febbraio, lavorando a pieno ritmo la Commissione Affari Costituzionali del Senato, in tre sedute dedicate quasi esclusivamente al voto all'estero, ha approvato in sede referente la "legge ordinaria", cioè il disegno di legge recante le norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani all'estero.

La discussione in Aula è in calendario per il primo marzo. "Come volevasi dimostrare, questa maggioranza rispetta i propri impegni con gli italiani all'estero", ha dichiarato all'ADL il senatore Felice Besostri, capogruppo dei DS in Commissione Affari Costituzionali, rilevando - "per dovere di cronaca" - che il passo avanti è stato compiuto nonostante l'assenza di tutti i rappresentanti di AN.

Una circostanza alla quale, per la relatrice del provvedimento, la diessina senatrice Franca D'Alessandro Prisco, non va attribuito alcun valore politico.

"Esprimo grande soddisfazione per la conclusione positiva di un lungo lavoro che ci consente di portare un disegno di legge che ha visto il contributo di tutti i gruppi e del governo e che, a mio parere, è un provvedimento di qualità, ha dichiarato la senatrice Prisco.

"E' una legge - ha aggiunto - che attua le modifiche costituzionali già apportate in questa legislatura, stabilendo le modalità attraverso le quali i cittadini italiani residenti all'estero potranno votare per il Parlamento italiano e per i referendum dai luoghi di residenza, eleggendo sei senatori e dodici deputati i quali costituiscono la Circoscrizione Estero, introdotta in Costituzione con la modifica dell'articolo 48".

"Il mio augurio - ha ribadito infine la senatrice Prisco - è che questo provvedimento possa essere approvato quanto prima dall'Aula, dove è già in calendario, con il contributo di tutti i gruppi come è avvenuto in Commissione".

Nell'ultima seduta, quella pomeridiana di giovedì 22 febbraio, sono state risolte le ultime questioni ancora aperte. Come ha precisato a Inform la senatrice Prisco, non è stato possibile accogliere il suggerimento del Comitato di presidenza del CGIE e pertanto sono rimaste nel testo le ripartizioni geografiche della Circoscrizione Estero, con alcune variazioni rispetto a quanto precedentemente previsto. E' stato stabilito, in particolare, di riportare nella ripartizione Africa-Asia-Oceania anche i paesi del Nord Africa, "staccandoli" dalla ripartizione Europa.

La Commissione - rinunciando a quelle valutazioni sin troppo "realistiche" emerse nella seduta del 20 febbraio - ha infine inserito nel testo anche la "norma transitoria" che dovrebbe consentire agli italiani all'estero di votare alle prossime elezioni (qualora i due rami del Parlamento, sebbene ormai prossimi allo scioglimento, abbiano entrambi quello "sprazzo di volontà" auspicato giorni addietro dal presidente della Camera Violante). Nella norma transitoria è stato anche inserito l'emendamento della relatrice in cui si stabilisce che per il requisito dell'iscrizione nelle liste elettorali e per la determinazione del numero dei cittadini residenti nelle ripartizioni si fa riferimento, in sede di prima applicazione, ai cittadini iscritti nell'AIRE. (Inform)


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