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INFORM - N. 38 - 21 febbraio 2001

Il "Piano Paese" degli interventi linguistico-culturali in Germania. A confronto Ambasciata ed Enti gestori

FRANCOFORTE - Il Webgiornale del 21 febbraio (www.webgiornale.de) si è aperto con questo articolo del direttore Tobia Bassanelli, dedicato al "Piano Paese Germania" che a Berlino l'Ambasciata ha discusso con gli Enti gestori

"Piano Paese", che roba è? E' una denominazione in circolazione da poco e per i più è ancora piuttosto oscura. In poche parole, essa si riferisce semplicemente alla programmazione degli interventi linguistici-culturali elaborata per le singole nazioni dove c'è una rilevante presenza italiana. Lo Stato vuole intervenire all'estero in modo mirato, su progetti concreti, al fine venire incontro con efficacia alle richieste locali.

Il "Piano Paese" per la Germania, elaborato dall'Ambasciata e fatto pervenire per telespresso al Ministero degli Affari Esteri lo scorso 19 gennaio, è stato presentato ieri dal Consigliere Romano all'incontro di Berlino tra Ambasciata, Consoli, Comites e membri del Cgie, ed è al centro dell'odierno Tavolo con gli Enti Gestori. Le polemiche degli ultimi giorni lo hanno in parte ridimensionato, nel senso che quello elaborato dall'Ambasciata è diventato la base di lavoro per una ulteriore rielaborazione. Uno degli obiettivi fondamentali dell'odierno incontro è appunto quello di sentire le valutazioni di Comites, Consoli, Enti Gestori, per poter recepire le proposte da inserire ed integrare nella versione definitiva.

Non dovrebbe essere modificato lo schema generale, imperniato su tre punti: i corsi di lingua e cultura, i corsi di sostegno, i rapporti con gli operatori della scuola. Le ipotesi di programmazione formulate prevedono, per i corsi di lingua, un rilancio ed un potenziamento attraverso il loro inserimento nella struttura della scuola tedesca. E ciò attraverso la creazione di una rete di accordi e di intese ad hoc con gli interlocutori federali e locali, una politica di formazione professionale permanente degli insegnanti, il potenziamento delle scuole e delle classi bilingui, la valorizzazione della lingua italiana come lingua di cultura e fattore di identità.

Il rilancio ed il potenziamento dei corsi di sostegno è invece previsto attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione di istituzioni e autorità scolastiche locali, il collegamento tra scuola dell'obligo e la formazione professionale, la sensibilizzazione e la formazione delle famiglie. Cosa suggerisce poi il "Piano Paese Germania" per potenziare le sinergie fra tutti gli operatori coinvolti? Sul piano centrale (MAE in coordinamento con la Pubblica Istruzione) propone una programmazione più sistematica ed un coordinamento fra i vari soggetti operanti. Sul piano locali chiede l'invio di un Ispettore scolastico, l'adozione di uno strumento provvisorio di supporto e di controllo, la prosecuzione dell'esperienza del "tavolo di lavoro" sia come strumento tecnico che politico, l'adozione di regole comportamentali formali nei rapporti fra Amministrazione ed Enti Gestori, la valorizzazione del contributo consultivo del "tavolo di lavoro" in merito alle problematiche scolastiche e nella prospettiva dell'ottimizzazione del sistema attuale, in attesa di una rimodulazione dell'intervento linguistico culturale. Tutte cose molto interessanti, ma la questione che oggi agli Enti Gestori interesserà di più sarà la puntualità della erogazione dei finanziamenti. Il ritardo dei contributi statali ha messo più volte in crisi lo stesso intervento scolastico, costringendolo non poche volte a operare in modo ridotto e ritardato. (tb, de.it.press/Inform)


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