* INFORM *

INFORM - N. 38 - 21 febbraio 2001

L'editoriale di "Corrispondenza Italia"

Patronato all'estero. Ingiuste insinuazioni su un servizio che merita rispetto

ROMA - Il pressing dell'INAS-CISL, come di tutte le forze sociali sensibili alla domanda di sicurezza e di tutela dei ceti popolari, non si è fermato dopo il risultato del "primo tempo" alla Camera dei deputati, con l'approvazione del disegno di legge di riforma dei patronati. La partita infatti - è detto nell'editoriale di "Corrispondenza Italia" del 1 marzo, di cui anticipiamo il testo - si chiuderà con il risultato che stiano inseguendo dall'estate 1997, quando anche il Senato darà il suo sì definitivo.

La pressione della Cisl e del patronato Inas - così prosegue il notiziario del patronato della CISL per le comunità italiane all'estero - continuerà ad essere rivolta alle istituzioni e alle forze politiche in quanto tali a prescindere dal colore e dagli schieramenti.

E tuttavia i nostri amici, specie quelli in emigrazione, devono sapere per nome e cognome a chi attribuiti meriti e demeriti per i sì e per i no. Per ricordarsene alle elezioni, soprattutto nel caso (ahi noi, piuttosto dubbio) che si possa partecipare al voto nei paesi di accoglienza delle nostre comunità.

Ebbene, ad alzare disco rosso contro la legge "Nuova disciplina per gli istituti di patronato e di assistenza sociale" sono stati finora i leghisti e la Destra di Alleanza Nazionale . mentre ad accendere semaforo giallo sono stati Forza Italia e Rifondazione.

In democrazia, ognuno fa il suo gioco e si sceglie liberamente amici e anniversari. Quello che però non possiamo consentire senza controbattere duramente è la calunnia e la denigrazione generica e indistinta contro i patronati. In questo sgradevole esercizio si è segnalato per grossolanità, un onorevole Santori (Forza Italia) che ha invano cercato di accreditare la tesi secondo cui "i patronati di estrazione sindacale, con sedi all'estero, gestiscono tali uffici con personale non assicurato e tramite organizzazioni fantomatiche, con abusi e faccendieri che, sparsi per il mondo, si approfittano dei connazionali" (testo estratto dal dibattito in aula alla Camera).

Chi minimamente segue la nostra attività, sa bene della lotta decennale che abbiamo sempre ingaggiato contro ogni sorta di "sbrigafaccende". E conosce bene il livello di professionalità, oltre che di sensibilità umana e sociale, dei nostri operatori. In più, nella nostra organizzazione interna vigono regole rigorose di controllo. Gli Ispettori del Ministero del Lavoro e un nucleo specializzato di Carabinieri controllano annualmente all'estero, sul posto, attività e struttura. In più c'è un forte autocontrollo di gestione, su cui siamo disponibili ad accettare ogni sorta di sfida. Dunque: nessun timore nel promuovere e garantire, direttamente come Inas, le nostre sedi all'estero. A meno che gli avversari del tipo dell'on. Santori, non intendano come "faccendieri" gli amici che per volontariato e spirito di servizio sociale, indicano ai connazionali più ignari, l'opportunità di avvalersi del nostro patronato. Se sono questi i "procacciatori d'affari" che danno fastidio all'on. Santori, non solo ce li teniamo, ma li mettiamo idealmente in prima fila nella nostra organizzazione.

Niente diversivi furbeschi dunque. Il Parlamento - conclude "Corrispondenza Italia" - dimostri, con chiara linearità e sollecitudine, di aver compreso qual è l'opportunità che ha a portata di mano per qualificare, in fine di legislatura, il suo senso sociale. Almeno in questo campo! (Inform)


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