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INFORM - N. 37 - 20 febbraio 2001

Riunita alla Farnesina l'Assemblea della Commissione Italiana per l'UNESCO. L'intervento del Ministro Lamberto Dini

ROMA - Il Ministro degli Esteri Lamberto Dini è intervenuto all’Assemblea plenaria della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che si è riunita il 19 febbraio alla Farnesina.

Dini ha sottolineato l'opera portata avanti dall'UNESCO nei settori dell'istruzione, della scienza e della cultura. L’istruzione e, prima ancora, l’alfabetizzazione rappresentano – meglio di molti altri fattori – l’indice di sviluppo e di progresso di ogni società civile, ha detto. La diffusione più ampia possibile dell’istruzione significa dare a tutti l’opportunità di intraprendere il cammino verso un domani migliore. Dini ha poi espresso la convinzione che l’UNESCO possa svolgere un ruolo determinante affinché le illimitate potenzialità di sviluppo della scienza e della tecnologia vengano indirizzate e incanalate in modo armonioso a beneficio unicamente del progresso e del benessere dell’umanità. Occorre - ha osservato - tracciare con precisione la linea di demarcazione tra scienza e etica.

La cultura, infine, è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano nei rapporti internazionali. Nell’era del villaggio globale, culture e civiltà diverse hanno innumerevoli occasioni di incontro, influenzando così, e talvolta condizionando, l’azione di politica estera. Proprio la vocazione cosmopolita dell’Italia e la nostra capacità di irradiare tradizioni, idee, pensiero e modo di vivere ci aiutano nell’affidare alla cultura una funzione politica nel senso più elevato della parola.

Il nostro ministro degli Esteri ha sottolineato il ruolo della cultura per l’affermazione di una politica estera che, anziché rinchiudersi nelle cancellerie, sappia allargare i confini del sapere fino a coinvolgere, nella sua azione concreta, il rispetto dei diritti fondamentali della persona, la protezione delle minoranze, la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente. Il dialogo fra le civiltà, al quale l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha dedicato l’anno in corso, comporta per l’Italia, erede e custode di una civiltà millenaria fondata sul rispetto dell’uomo e sulla tolleranza, una responsabilità e una sfida alle quali non possiamo né dobbiamo sottrarci: (Inform)


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