* INFORM *

INFORM - N. 37 - 20 febbraio 2001

Un articolo di Aldo De Matteo sul voto all'estero

Il bene primario è votare alle prossime elezioni politiche

Sostegno dei "popolari" al nuovo testo del Senato. Accelerare con misure straordinarie gli aspetti tecnici

Anticipiamo il testo di un articolo che Aldo De Matteo, dirigente del Dipartimento Relazioni Internazionali del PPI e membro del CGIE, ha scritto per "Il Popolo".

ROMA - Siamo di fronte ad una situazione paradossale: sosteniamo da decenni l'esercizio del voto degli italiani all'estero, siamo riusciti nella legislatura che si sta per concludere a modificare ben tre articoli della Costituzione con uno schieramento trasversale, abbiamo lanciato ai nostri connazionali un messaggio definitivo, anche attraverso la prima Conferenza degli italiani nel mondo, ed ora ci siamo nuovamente "impantanati" con la legge ordinaria. I commenti che si susseguono sono disparati, l'impressione che se ne ricava è di una forte ingerenza pre-elettorale e di una caduta di serenità e di spirito unitario. Desidero non partecipare al "gioco del cerino" (non è un gioco di abilità ma un comportamento misero!) e ammettere che il dato espresso con chiarezza estrema da Franco Venturini sul Corriere della Sera ("nessuno dei partiti, di sinistra e di destra, di governo e di opposizione si dimostra disposto a rinunciare a spartire con i vecchi metodi, diciotto parlamentari") coglie un aspetto reale nella situazione politica italiana.

Naturalmente ci sono in gioco posizioni articolate su questo o su quell'articolo della legge ordinaria, ma nessuno dei due schieramenti può accusare l'altro di ostruzionismo ignorando la questione principale. Se si vuole e si cerca, un'intesa si può trovare mettendo al primo posto, come abbiamo fatto finora, le attese e le speranze che abbiamo alimentato operando, finalmente, una sutura benefica con l'altra Italia che vive fuori dell'Italia. Occorre un atto di onestà da parte di tutti ed un sacrificio che verrà compensato all'Italia in termini di credibilità internazionale, di recupero di fiducia, di aperture di opportunità economiche, di politiche sostenute con l'apporto dei nuovi parlamentari.

Questa premessa e la coscienza di aver operato con coerenza e determinazione, come "popolari", soprattutto nei momenti più complessi, mi porta a prendere in esame le questioni che si pongono oggi (anche dopo l'intervento del Ministro Maccanico) per ragionare sui reali ostacoli e non su quelli che, di volta in volta, si inventano a scopo dilatorio.

La questione dell'articolazione della "circoscrizione estero" pone un interrogativo di fondo se è vero che tutti abbiamo sempre pensato ad una rappresentanza parlamentare delle nostre comunità, espressione diretta dell'emigrazione e riferimento essenziale per tutte le politiche, in particolare quelle specifiche che ciascun parlamentare porta con sé nella massime assise istituzionale italiana. Allora, una articolazione della circoscrizione estero serve per ampliare la rappresentanza e soprattutto evitare discriminazioni rispetto alle nuove opportunità, a vantaggio di lobby potenti che potrebbero, con organizzazioni e risorse, eleggere la maggior parte dei Deputati e dei Senatori.

La divisione per aree geografiche mitiga questo rischio ed è quindi doveroso tenerne conto. Su questo e su altri punti vogliamo discutere con serenità, a partire dal prossimo CGIE, proprio perché quello che abbiamo voluto non venga stravolto nei suoi connotati essenziali.

Un'altra questione riguarda l'anagrafe cioè l'elenco di chi ha diritto al voto. Qui, le contraddizioni sono molte e le responsabilità gravi perché non si sono allestiti gli strumenti tecnici, lasciando la situazione talmente esposta da far evocare da qualcuno la "sindrome della Florida". Non solo non si perfeziona l'anagrafe, non si assume il personale dopo averlo deciso, ma addirittura si diffondono dati inesatti e si depotenzia con una discutibile e inopportuna ristrutturazione, proprio in questa fase, la già precaria rete consolare. Il vero sabotaggio strisciante avviene su questo terreno e non in Parlamento dove c'è stato e c'è uno sforzo per dar seguito alle riforme istituzionali. E non mi meraviglia più di tanto qualche voce stonata di pseudo-costituzionalista che ritorna su questioni ampiamente superate.

Mi chiedo, insieme a tanti che in buona fede si sono impegnati per decenni, se il testo proposto dalla Sen. Prisco che oggi inizia il suo nuovo iter nella Commissione Affari Costituzionali, rappresenti una soluzione valida, al di là delle discriminazioni e della propaganda. I Popolari sostengono il nuovo testo del Senato che prevede le circoscrizioni geografiche che non sono il male o frutto di alchimie sul voto, enfatizzate da "sondaggisti di comodo" ( si tratta di pochi seggi che saranno distribuiti grosso modo con le stesse proporzioni italiane) e chiedono contestualmente di accelerare con misure straordinarie tutti gli aspetti tecnici. Il CGIE deve concentrarsi su questo punto, con rigore, senza indecisioni di nessun tipo e superando le provocazioni e le suggestioni che l'attrazione di Internet esercita esageratamente su tanti amici. Il bene primario, in questa fase, è votare insieme a tutti gli italiani nelle prossime elezioni politiche ricordando che le leggi si possono modificare e che i parlamentari eletti nella "circoscrizione estero" potranno giocare in prima persona la partita nella prossima legislatura. C'è una questione morale che viene prima di ogni altra considerazione e che impone a tutti di abbandonare i calcoli di parte che rischierebbero di rovinare una impresa frutto dell'impegno di tanti e non soltanto di qualche isolato paladino. (Aldo De Matteo-Inform)


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