* INFORM *

INFORM - N. 36 - 19 febbraio 2001

Un commento di Tobia Bassanelli

Faccia a faccia tra Comites, Cgie-Germania e Ambasciata-Consolati: torna la pace?

FRANCOFORTE - L'apertura del Webgiornale del 19 febbraio (al sito www.webgiornale.de ) è dedicata ai problemi in corso in Germania tra i Comites, i rappresentanti in seno al Cgie e l'Amministrazione

Si tiene questa sera a Berlino, come deciso dai presidenti Comites nell'incontro di sabato 17 (vedi comunicato stampa sul Webgiornale di ieri), la prima riunione del neonato Intercomites, l'organismo permanente di collegamento tra i Comitati, previsto del resto dalla legge di riforma che dovrebbe essere definitivamente approvata a giorni. Sono invitati anche i 5 membri del Cgie-Germania, per preparare assieme gli incontri dei due giorni successivi con l'Ambasciata, esaminare alcuni temi urgenti, ma soprattutto per chiarire i reciproci rapporti, diventati ultimamente difficili.

E' inutile nasconderlo: tra Comites e Cgie-Germania non sta correndo buon sangue. Ancor peggio tra Comites e Amministrazione (Consolati e Ambasciata). Lo provano i dissapori in occasione della preparazione della Prima Conferenza ed il mancato invito ai cinque per l'incontro di sabato. I motivi? Probabilmente perché non sono ben definite le specifiche competenze. Parte delle disfunzioni vanno sicuramente addebitate all'Ambasciata, che sembra preferire gli uni a scapito degli altri. Senza andare troppe indietro nel tempo, è sufficiente analizzare il programma della giornata di domani, la prima della "due giorni" promossa dall'Ambasciata a Berlino sui problemi della collettività italiana in Germania. Si inizia con l'incontro di presentazione dei Consoli al nuovo Ambasciatore (un'ora), segue l'incontro di presentazione dei membri del Cgie all'Ambasciatore, con rapida rassegna delle più importanti problematiche (due ore). I presidenti dei Comites compaiono solo per la plenaria, senza un proprio incontro né un colloquio specifico con l'Ambasciatore.

Ad "offendere" i presidenti Comites era stata anche la procedura seguita per il "Piano Paese", la programmazione degli interventi linguistico-culturali per la Germania. Hanno avuto una copia del documento solo pochi giorni fa, ad un mese dall'invio del rapporto al Ministero degli Esteri. In pratica si sono sentiti completamente esclusi dalla sua elaborazione o valutazione. L'Ambasciata aveva chiesto un parere ed un contributo ai cinque membri del Cgie-Germania (che è stato dato ed è presente nel "Piano Paese" come allegato 2), ma non ai Comites, che ora esigono il ritiro del documento perché venga ridiscusso e valutato "nelle Assemblee e presso la collettività".

Tra il disertare gli incontri di Berlino promossi dall'Ambasciata e la partecipazione, i Presidenti dei Comites hanno alla fine optato per la presenza. Credono che la collaborazione con l'Amministrazione e con il Cgie-Germania possa ritrovare la giusta carreggiata. Cosa assolutamente necessaria. Alle già tante frustrazioni derivanti dagli inadeguati finanziamenti (sempre in ritardo) e dalla scarsa considerazione presso i Consoli e la collettività, i Comitati non possono permettersi anche il lusso delle guerre di potere o di prestigio, il cui risultato finale è solo quello di logorare ulteriormente istituzioni già fragili. Il fatto che il comunicato stampa del loro incontro di sabato 17 non dedichi neanche due righe al voto all'estero, documenta anche troppo bene come problemi importanti ma pur sempre "casalinghi" hanno purtroppo il potere di distogliere attenzione ed energie per i temi politici più generali e al momento più urgenti ed attuali. (Tobia Bassanelli, de.it.press/Inform)


Vai a: