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INFORM - N. 35 - 16 febbraio 2001

Conferenza a Caracas del Veneti del Sud e Centro America

Gli interventi dell'assessore Zanon e del direttore degli industriali veneti Borga: creare un rete economica sociale e culturale con il Veneto

CARACAS – Il Veneto è profondamente cambiato in questi ultimi decenni, diventando, da terra di emigrazione com’era, una ricca terra di esportazione. Questa trasformazione, questi radicali cambiamenti economici e sociali, devono essere fatti conoscere agli emigrati veneti e ai loro figli. L’assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon, parlando ai 150 rappresentanti di 10 Paesi del Centro e del Sud America, durante i lavori della quarta Conferenza d’Area che si tiene all’Hotel Tamanaco di Caracas, ha sottolineato alcuni punti significativi del forte profilo economico del Veneto.

Il Veneto - ha detto Zanon - e’ una delle aree economicamente piu’ forti d’Europa: 88.6 miliardi di euro di prodotto interno lordo, il 9.35% del Pil italiano. Da sola la nostra regione esporta piu’ di Grecia e Portogallo assieme. La trasformazione economica da terra di agricoltura ed emigrazione a area di sviluppo industriale, e’ avvenuta nel giro di vent’anni. Dal 1971 al 1991 abbiamo quasi raddoppiato le unita’ produttive". L’assessore ha ricordato che il Veneto produce: il 50% della produzione mondiale di occhiali, il 70% di scarpe sportive, l’83% dell’oreficeria nazionale, il 30% del marmo di tutto il mondo, il 24% dell’abbigliamento italiano. Per quanto riguarda poi il mercato del lavoro: "il Veneto – ha affermato – e’ caratterizzato da segnali positivi e non lontani dalla piena occupazione". Il tasso di occupazione oscilla entro margini compresi tra il 5% e il 5,5% (contro un indice italiano del 12%). Le imprese artigiane venete impiegano il 22% degli occupati nella regione.

"Ma il Veneto non e’ solo economia. E’ - ha sottolineato Zanon - tra le regioni piu’ ricche dal punto di vista artistico e culturale e della solidarieta’. Nella regione ci sono 1000 biblioteche, 259 musei, 4000 ville storiche (80 delle quali di Palladio). E prestano gratuitamente, ogni giorno, la loro opera anche 1000 associazioni di volontariato, a favore delle persone in difficolta’".

"Cio’ dimostra – ha sostenuto - che il Veneto non e’ terra di ‘schei’, di ricchezza rampante ed egoista, come a volte e’ stata superficialmente descritta, ma e’ terra generosa, lavoratrice, capace di rinnovarsi mantenendo le proprie radici e tradizioni".

Anche Francesco Borga, direttore generale della Federazione Regionale degli

Industriali del Veneto, ha confermato le parole di Zanon nel corso del suo intervento alla Conferenza. "Il Veneto – ha detto – e’ una regione fondata storicamente sull’economica agricola. In quest’ultimo ventennio ha saputo evolversi creando una solida struttura di piccole e medie aziende capace di fare sistema, di sviluppare sinergie, di trovare un suo ruolo nello scenario internazionale". Borga ha analizzato alcuni parametri economici del sistema industriale veneto: "nel 1999 – ha rilevato – la produzione e’ in fase espansiva e si attesta intorno all’8% annuo; il prodotto intenro lordo complessivo e’ di 177.6 mila miliardi di lire correnti, con un incremento del 3.3% sull’anno precedente superando ampiamente il 2.9% della media nazionale". Molto positivi e vivaci, secondo il rappresentante confindustriale, i rapporti commerciali del Veneto con l’America latina sia in termini di import che di export.

Oggi, a detta di Borga, "la Regione Veneto ha colto l’importanza di una politica del Veneto verso i Veneti nel mondo, una politica che deve mirare a riscoprire la comune forza e la possibilita’ della costruzione di una rete. In un’economia - ha detto – in cui la comunicazione e’ diventata un fattore determinante, non si puo’ non mettere in rete: origini, sentimenti, lingue e realta’ ancora simili. Ritengo che questa Conferenza – ha concluso Borga – sia un’occasione per stabilire quelle relazioni economiche a cui la nostra Regione e’ stata obbligata, per necessita’ e poverta’, negli anni passati, ma che oggi costituiscono un patrimonio a cui fare riferimento. Tanto piu’, in questo momento, in cui si parla sempre piu’ frequentemente di ‘villaggio globale’". (Inform)


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