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INFORM - N. 35 - 16 febbraio 2001

Voto all'estero - La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha ripreso l'esame del provvedimento. Apprezzamento per gli "aggiustamenti" proposti dal Comitato di presidenza del CGIE

ROMA - Concluso in seduta notturna l'esame del disegno di legge sui conflitti d'interesse, la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha ripreso ad occuparsi giovedì 15 febbraio, dopo nove giorni di sospensione, della legge ordinaria per l'esercizio del voto all'estero. Nel frattempo, al testo unificato predisposto dalla senatrice Franca D'Alessandro Prisco, contenente anche la "norma transitoria" per consentire l'esercizio del voto sin dalle elezioni politiche del 2001, i membri della Commissione hanno presentato oltre settanta emendamenti, uno dei quali (il solo a firma della relatrice) stabilisce che per il requisito dell'iscrizione nelle liste elettorali e per la determinazione del numero dei cittadini residenti nelle ripartizioni si fa riferimento ai cittadini iscritti nell'AIRE.

Durante la seduta sono venuti anche alla luce gli "aggiustamenti" chiesti dal Comitato di presidenza del CGIE in occasione della riunione straordinaria dell'8-9 febbraio. Ne ha riferito la senatrice Prisco, che si è pronunciata su una parte degli emendamenti, e precisamente su quelli riferiti ai primi otto articoli del testo unificato.

La relatrice, nell'esaminare gli emendamenti all'articolo 6, concernente le ripartizioni geografiche allla circoscrizione Estero, ha informato la Commissione che il CdP del CGIE ha sollecitato in un incontro (così si legge nel resoconto sommario della seduta) "la proposizione di una soluzione emendativa, condivisa anche dall'onorevole Tremaglia, che prevede la possibilità di una lista unica per la circoscrizione Estero, con un riferimento espresso di ogni candidato al paese di residenza e la garanzia di almeno un seggio sia per il Senato sia per la Camera a ogni area territoriale. In tal modo sarebbero contemperate, secondo la proposta che per il momento si limita a riferire alla Commissione, le esigenze di assicurare la rappresentanza unica della circoscrizione Estero e di garantire un'adeguata rappresentanza territoriale".

Una soluzione che il sen. D'Onofrio, il presidente Villone e la senatrice Pasquali hanno mostrato di apprezzare, mentre il sen. Andreolli ha detto di ritenere comunque necessario prevedere in legge la suddivisione delle ripartizioni della circoscrizione Estero. Dal canto suo, la senatrice Prisco si è riservata di approfondire il problema e di formulare una propria proposta.

L'altro "aggiustamento" proposto dal Comitato di presidenza del CGIE, cui ha fatto riferimento la relatrice, riguarda l'articolo 8 del testo unificato, in cui si prevede, per la presentazione delle liste per l'attribuzione dei seggi da assegnare nella circoscrizione, la sottoscrizione da parte di almeno 500 e non più di mille elettori. La sen. Prisco ha informato la Commissione che da parte del CdP del CGIE è stato fatto presente che sarebbe opportuno stabilire un limite numerico da un minimo di 2 mila a un massimo di 3 mila per la raccolta delle firme al fine di presentare le candidature. Un argomento, secondo il presidente Villone, degno di approfondimento.

Il seguito dell'esame del provvedimento è stato quindi rinviato a martedì 20 febbraio. (Inform)


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