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INFORM - N. 34 - 15 febbraio 2001

Le condizioni di vita degli anziani: un confronto Italia-Unione Europea

Le risultanze di uno studio della Fnp-Cisl e del centro di ricerche e economiche e sociali Ceres

ROMA - In Italia, grazie alle strategie perseguite negli ultimi 15 anni, sotto lo stimolo dell'attività dei sindacati dei pensionati e confederali in generali, a metà anni '90 la povertà economica, in termini di reddito monetario, delle persone con 65 anni e più risulta inferiore a quella mediamente riscontrabile nei paesi dell'Ue e specialmente in Portogallo e Grecia, ma anche nel Regno Unito, in Belgio e in Danimarca.

Questo il commento conclusivo del segretario generale dei pensionati-Cisl, Antonio Uda, ad un'analisi statistico-sociologica condotta della Fnp in collaborazione con il Centro di ricerche economiche e sociali, Ceres.

L'indagine Fnp-Ceres, sviluppata sulla base di dati Eurostat, Echp (European community houseold panel) e dell'Istat, mostra tra l'altro che il reddito medio in parità di potere d'acquisto delle famiglie italiane con capofamiglia di 65 anni e più nera a metà anni 90 nettamente inferiore a quello riscontrabile in media per la medesima classe di età nell'insieme dei 13 paesi europeo, con distanze più marcate nei confronti delle analoghe famiglie in Lussemburgo, Francia, Germania, Austria, Belgio, Paesi Bassi e Irlanda, ma con una posizione decisamente più favorevole rispetto a quanto rilevato in Portogallo, Grecia e Spagna.

Ma al di là degli indicatori di povertà economica, una quota particolarmente elevata degli anziani in Italia continua a giudicare il reddito familiare inadeguato a soddisfare importanti esigenze e a consentire di risparmiare regolarmente.

Questo - dice Uda - è il nodo strategico con cui la politica sindacale della Federazione dei pensionati deve fare i conti. E la nostra idea di fronte al disagio di tanti anziani è che il maggiore livello di reddito auspicato dalla nostra base sia sollecitato dalle maggiori difficoltà che nel nostro Paese si devono affrontare per soddisfare una serie di bisogni essenziali.

In altri termini, la diffusa insoddisfazione per le condizioni economiche in termini di reddito familiare disponibile dipende in misure notevole dalla mancanza di "capitale sociale" in senso ampio, che favorisca, dato il livello di reddito, il soddisfacimento di tali bisogni.

Nell'analisi Fnp-Ceres viene preso in considerazione un aspetto del capitale sociale particolarmente importante per il benessere degli anziani: quello delle condizioni dell'abitazione. L'insoddisfazione per tali condizioni è forse la causa maggiore della diffusa insoddisfazione per il reddito disponibile.

Ma - conclude Uda - gli elementi di capitale sociale più rilevanti dal punto di vista delle condizioni di vita, ovvero del benessere degli anziani sono diversi. In particolare quelli che riguardano le esigenze di tutela della salute e di acquisizione di conoscenze adeguate per partecipare attivamente e in modo responsabile al sistema economico-sociale in incessante cambiamento.

Su questo complesso di problemi la Fnp sa affinando e puntualizzando le richieste rivendicative nel corso di assemblee in tutta Italia, anche in vista del suo congresso nazionale che si svolgerà a fine maggio. (Inform)


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