* INFORM *

INFORM - N. 34 - 15 febbraio 2001

Da PAGINE , -Venezuela, del 15.2.2001

Voto all'estero - Vita (CGIE) insiste sulla "riserva di legge": Quanti sono i parlamentari eleggibili in Italia?

CARACAS - Tempo addietro qualcuno, pensando che la Legge ordinaria per farci votare non sarebbe passata ... lanciò l’idea: "lasciare tutto come prima, ossia che si sarebbe votato senza tener conto dei seggi assegnati alla Circoscrizione estero". Una idea per la verità poco opportuna considerate le motivazioni delle resistenze opposte al voto in loco degli italiani all’estero. Oggi, nella dichiarata impossibilità che la legge venga approvata in termini, qualcuno torna a sperare che quei seggi rimarranno dove erano, ossia che verranno riassegnati ai collegi in Italia, che non si terrà conto delle modifiche costituzionali introdotte dagli artt. 48-56-57.

C’è chi insiste e, tra deputati e senatori, diffonde questa lusinga, avvelenando l’atmosfera e rendendo meno propizi i giorni che rimangono a disposizione per l’approvazione della Legge ordinaria.

Noi però insistiamo nel nostro ragionamento, nella speranza di incontrare qualcuno disposto a riflettere non solo sulla legge, ma sul fatto in sé e, siamo sicuri, che se non è adesso, sarà tra qualche mese, ma qualcuno lo troveremo disposto ad esaminare se la nostra è una protesta giusta, se le nostre sono richieste fondate.

Le recenti modifiche costituzionali degli artt.48-56-57 hanno stabilito tra l’altro: 1) che gli italiani all’estero possono votare nei luoghi di abituale residenza; 2) che il loro voto deve confluire nella circoscrizione estero; 3) che una legge ordinaria regolamenterà le modalità di voto; 4) che alla circoscrizione estero spettano 12 deputati e 6 senatori.

Queste modifiche non riguardano soltanto il voto degli italiani all’estero, ma anche il voto ed i collegi in Italia. Infatti i deputati eleggibili nei collegi in Italia sono passati da 630 a 618 ed i senatori da 315 a 309. Dunque si voti o non si voti queste sono le nuove assegnazioni stabilite dalla Costituzione.

Né sembra corretto insistere su questa ipotesi di "riserva" oggi che le modifiche sono state approvate e promulgate, considerato che rappresentano la più recente espressione di volontà del Parlamento, che quindi non sono soggette a incompatibilità o conflitto con altri principi...

Perciò c’è da insistere circa la possibilità di riservare i seggi destinati alla Circoscrizione Estero ad un successivo processo elettorale se la legge ordinaria non sarà approvata. infatti non sembra illegittimo prevedere elezioni in epoche differite fatto che non pregiudica la nomina dell’Esecutivo (propria del Capo dello Stato) né la fiducia, espressa dalle Camere senza particolari vincoli di partecipazione (artt.93-94 della Cost.)

D’altra parte la fiducia al Governo non appare condizionata dalla assenza dei parlamentari eleggibili all’estero: quando saranno eletti, se dovessero incidere con il loro numero sulla maggioranza costituita, bene, si rifarà il Governo secondo le regole della democrazia... Ed ancora ... la possibilità di eleggere i parlamentari della circoscrizione estero in una epoca diversa, non sembra essere vietato da alcuna norma specifica, al contrario lo stesso progetto di legge ordinaria prevede che il voto per corrispondenza deve essere anticipato, mentre la possibilità di elezioni successive si riscontrano nei casi di parlamentari dichiarati ineleggibili, incompatibili ecc.. Insomma si tratterà di stabilire l’esistenza di due corpi elettorali. Immaginiamo il caso di un evento straordinario che impedisse ad una parte del territorio italiano di votare nell’epoca convenuta. Sembra peregrino pensare che i seggi di quei territori debbano essere ripartiti negli altri collegi.

Non scandalizzi perciò questa provocazione, tanto... più di tanto ... non può essere, quando si ha la disavventura di scontrarsi con una opposizione tanto ostinata e preconcetta. Invece diciamo noi dovrebbe scandalizzare la proposta di voler tornare a votare secondo le ripartizioni del passato... nonostante la promulgazione delle modifiche costituzionali... Riserva questa assai diversa da quella : di eleggere deputati e senatori nei collegi italiani secondo il nuovo dettato costituzionale, ossia sottraendo dal totale generale quelli attribuiti alla circoscrizione estero. Infatti siamo convinti che una volta stabilito che su quei 18 seggi non ci si può contare... molte resistenze cadranno.

Sembra opportuno ritornare su questa proposta se non altro per rendere noto a chi non segue la materia, che l’istituto della riserva di legge esiste ed è uno strumento di grande importanza per il Parlamento, per la tutela dei diritti dei cittadini e delle minoranze. Dice Paolo Barile in Istituzioni di diritto pubblico: "La riserva di Legge ...è la regola generale secondo la quale tutte le materie irrilevanti per le norme costituzionali, possono essere regolate da norme primarie o di grado inferiore, nel caso le primarie non le regolino, presenta una importante eccezione costituita dalla costituzione della riserva di legge...che ha un effetto fondamentale di conferire una competenza normativa esclusiva al legislatore evitando interventi del potere secondario (regolamenti governativi o di altra natura...) e garantendo così al cittadino che solo la legge potrà porre le norme che attuino i principi costituzionali in quella materia... (allora, se non si vota , non si eleggono i 12 deputati ed i 6 senatori!). Mentre per quanto riguarda la "riserva contraria (utilizzare, in caso di mancato voto, i seggi della Circoscrizione estero per i collegi italiani) è bene chiarire (Barile op.Cit) : che la riserva di legge è assoluta quando la norma costituzionale impone che il legislatore regoli tutta la materia che residua dalla regola costituzionale... escludendo norme secondarie anche solo esecutive mentre è relativa quando la norma costituzionale lascia intendere che è sufficiente che il legislatore tracci i capisaldi della regolamentazione. La riserva di legge è considerata in dottrina (Fois) come una grande ed importante garanzia per il cittadino e per quelle minoranze che sono parte del Parlamento, ma non formano parte dell’esecutivo... il quale emana le norme secondarie senza il loro controllo. (Vitaliano Vita-Pagine/Inform)


Vai a: