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INFORM - N. 33 - 14 febbraio 2001

La Regione Toscana contro la pena di morte - Martini scrive al Presidente del Botswana: fermate l'esecuzione di Marietta Bosch

FIRENZE. - "Le chiedo di fermare questa esecuzione". Claudio Martini ha inviato una lettera al Presidente del Botswana, Festus Mogae, per chiedere la sospensione della pena capitale per Marietta Bosch, la donna bianca condannata nello Stato africano per aver ucciso la prima moglie di suo marito. "La mia personale richiesta - scrive Martini - è di un suo intervento per sospendere l'esecuzione e commutare la condanna della pena capitale". Nella sua lettera Martini spiega che la Toscana, è stata la regione che, fin dal 1786, per prima al mondo ha abolito la pena capitale: anche per questo "ho il dovere morale di proseguire l'impegno in difesa dei diritti umani".

"La mia richiesta - aggiunge il presidente della Toscana - non è dettata dalla convinzione dell'innocenza di Marietta. Non spetta a me stabilirlo. Non spetta allo Stato decidere della vita o della morte di un essere umano. Certo chi commette un reato deve essere punito e la pena deve essere commisurata alla sua gravità del reato e avere, sempre e comunque, tra le sue finalità quella del recupero della persona. So che il suo Governo è favorevole alla pena di morte, ma faccio appello alla sua sensibilità di uomo ricordandole che la pena di morte è non solo una vera e propria barbarie, ma anche e soprattutto un atto inefficace e inutile. E' un atto inefficace perché l'esperienza dimostra che non serve a ridurre i crimini. E' un atto inutile perché lo Stato, divenendo un assassino a sangue freddo, non può restituire la vita a chi è stato vittima della violenza: non si educa al valore della vita seminando la morte. Non solo. La pena capitale è una violazione dei fondamentali diritti umani ed in particolare del diritto alla vita, sancito dall'articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani". (Inform)


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