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INFORM - N. 33 - 14 febbraio 2001

La Regione Veneto condivide l'appello per il "talian" parlato in Brasile

VENEZIA - L'appello per la tutela del "talian" che si parla in alcuni Stati brasiliani, lanciato nei giorni scorsi dalla Regione Trentino Alto Adige e da studiosi italiani e sudamericani riuniti a Trento, non può che essere condiviso e sostenuto dalla Regione del Veneto, da cui è partita la grandissima maggioranza degli emigrati italiani che arrivarono in Brasile dal 1875 in poi.

L'adesione di principio alla petizione, consegnata all'ambasciatore brasiliano in Italia, Paulo Tarso Flecha de Lima, è dell'assessore regionale alla cultura e all'identità veneta Ermanno Serrajotto che ha sottolineato come il "talian" sia soprattutto la "miscela" di dialetti veneti che è diventata lingua d'uso negli Stati brasiliani come Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paranà. "Proprio per il gran numero di Veneti che si insediarono in quell'area - aggiunge Serrajotto - il "talian" è stato adottato anche dagli emigrati germanofoni e di lingua polacca già presenti".

I Veneti fondarono città come Nova Vicenza, Nova Treviso, Nova Bassano, Nova Padova, Nova Venezia. Numerosi i testi da allora pubblicati nella nuova lingua: poemi, raccolte poetiche, romanzi e racconti. Nel 1984 il frate polacco-brasiliano Alberto Vitor Stawinski ha pubblicato il "Dicionàrio Veneto-Sul-Rio-Grandense-Portugues", che con il patrocinio della Regione del Veneto è stato reso anche in italiano da Ulderico Bernardi con Aldo Toffoli nel 1995 per l'edizione dell'UTRIM (Unione Triveneti nel Mondo). "Il "talian" - conclude Serrajotto - è senz'altro un patrimonio culturale che merita di essere salvaguardato e trasmesso alle future generazioni". AVN/Inform)


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