* INFORM *

INFORM - N. 33 - 14 febbraio 2001

Preoccupazioni "casalinghe" per i Comites della Germania: si sentono poco considerati da Ambasciata e Consolati

Convocato un incontro di tutti i Comitati della Germania per sabato 17 febbraio presso la sede del Comites di Francoforte

FRANCOFORTE - A due mesi dalla conclusione della Prima Conferenza, i Comites (Comitati Italiani all'Estero) della Germania si trovano sabato prossimo 17 febbraio a Dreieich presso la sede del Comites di Francoforte. Vogliono fare un bilancio o una verifica di quello che in concreto ha portato la Conferenza? Vogliono prendere posizione sul voto all'estero per denunciare l'invereconda melina romana, dove l'unica preoccupazione dei partiti è quella di non trovarsi in mano il cerino delle responsabilità del suo fallimento? Oppure analizzare la nuova legge sui Comitati, pronta per essere approvata definitivamente?

No, niente di tutto questo. Le preoccupazioni dei Comites nostrani sono più casalinghe. Si riferiscono alla scarsa considerazione che godono presso l'Ambasciata ed i Consolati e, in positivo, il tentativo di trovare una comune linea di azione in rapporto ai problemi della collettività italiana in Germania.

Questa almeno l'impressione che viene leggendo la lettera di convocazione inviata dal cav. Lobello, che ha preso l'iniziativa dietro la spinta dei colleghi. "In questo periodo mi è capitato di raccogliere le lamentele di molti presidenti di Comites - scrive subito in apertura - e nelle conversazioni avute è merso che dobbiamo fare ancora una volta il tentativo nel cercare di ottenere una riunione di presidenti di Comites".

Ma perché? "Noi pensiamo che sia ormai sotto gli occhi di tutti la poca considerazione che l'amministrazione italiana in Germania ha per i Comites in generale. Lo dimostra una innumerevole serie di disfunzioni nel campo dell'informazione non data, data solo a metà o arrivata solo all'ultimo momento. A nostro avviso pensiamo che la misura sia ormai colma e, prendendo in considerazione l'arrivo del nuovo Ambasciatore, consideriamo indispensabile che noi presidenti Comites si abbia a breve scadenza un incontro affinchè si possa discutere insieme una linea comune da seguire per quanto riguarda le questioni generali nel rispetto delle singole autonomie".

Il cav. Lobello non entra nei dettagli di questi problemi generali e quindi l'incontro ha più il sapore di un trovarsi per uno scambio di idee e per dar sfogo a lamentele e proposte, probabilmente anche in preparazione all'incontro che l'Ambasciata ha prossimamente in programma a Berlino assieme ai membri del Cgie-Germania.

Entrerà sicuramente nel dibattito il "Piano Paese" sulla Germania, che l'Amministrazione ha inviato a Roma senza coinvolgere né consultare i Comitati. Il membro del Cgie-Germania Tommaso Conte ha già denunciato la cosa (cf. Webgiornale del 30 e 31 gennaio) ed era ora che i Comitati avessero un rigurgito di orgoglio, dessero un segnale di vita. Ma ci vuol ben altro. Il problema non è l'essere considerati poco dall'Amministrazione (che del resto non li può ignorare nelle specifiche competenze previste dalla legge). Ben più grave è l'essere considerati per niente dalla collettività, dai connazionali. E sarebbe ora di chiedersi il perchè. Si ha l'impressione che questi Comitati vivano più in rapporto alla controparte consolare che in funzione della comunità dei connazionali, che rappresentano e che dovrebbero tenere più informata sul loro lavoro. (Tobia Bassanelli-de.it.press/Inform)


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