* INFORM *

INFORM - N. 33 - 14 febbraio 2001

Voto all'estero - Frattallone (CTIM Boston) al Capo dello Stato: attendiamo un atto di giustizia e di civiltà

BOSTON - "Se è vero che c'è una reale volontà politica di approvare la legge ordinaria per l'esercizio del voto in loco, perché i partiti politici non procedono speditamente abbreviando l'iter del percorso? La data di presentazione della prima proposta di Legge, conferma chiaramente: sono 45 anni, che gli italiani all'estero attendono non un atto di clemenza, ma un atto di giustizia e di civiltà".

On. Presidente - scrive Michele Frattallone, presidente del CTIM, delegazione del New England, in una "nota di protesta" indirizzata al Capo dello Stato - tutti gli italiani nel mondo attendono compatti l'azione riparatrice; al tempo stesso, ci auguriamo che altre note di protesta siano state inviate su iniziativa di tantissimi italiani residenti all'estero e destinate anche alle massime autorità dello stesso e del mondo politico e che le dette proteste abbiano la forza di provocare una "breccia" per demolire gli ultimi irresponsabili oppositori, pochi o molti che siano, per consentire finalmente agli italiani all'estero l'esercizio del voto per le prossime elezioni nel mese di maggio 2001.

E se anche questa volta le elezioni fossero soltanto un miraggio, la rabbia e l'amara delusione si estenderanno a macchia d'olio a tutte le collettività italiane e sarà quasi impossibile prevedere le loro reazioni comunque non positive.

On. Presidente, noi speriamo che tutte le forze politiche si decidano a sanare questo triste contenzioso politico, perché come abbiamo già detto gli italiani nel mondo hanno ingiustamente atteso quasi mezzo secolo. Un Suo provvidenziale intervento - conclude Frattallone - sarà indubbiamente apprezzato da tutti gli italiani nel mondo. (Inform)


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