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INFORM - N. 33 - 14 febbraio 2001

da "Pagine", Venezuela

Voto all'estero - Una proposta di Vita (CGIE Venezuela): se non c’è tempo… c´é la "riserva", ma manca la voglia di farci votare

CARACAS - La riunione dei Presidenti dei gruppi parlamentari al Senato dei giorni scorsi ha preavvertito che non c´è il tempo necessario per approvare la legge ordinaria che consente di far votare gli italiani all’estero… Il Senato è preoccupato, per la mancanza di tempo… di fare una legge imprecisa! Perciò decide: meglio non farla…poi ci ripensa e dice proviamo ancora. Cosi gli italiani all’ estero, dopo aver tribolato 50 anni per far passare tre modifiche costituzionali, non voteranno neanche questa volta

Un Senato garantista e legalitario, quello nostro, che peró non si preoccupa di venire meno alla delega costituzionale che lo ha incaricato di studiare le leggi di attuazione che dovrebbero rendere esecutivi i principi sanciti dagli art. 48-56-57 della Costituzione.

Tuttavia osserviamo che le soluzioni ci sarebbero, se esiste altrettanta sincera volontà politica. Infatti, prescindendo dall’esiguità del tempo a disposizione, noi diciamo che, in una situazione di precarietà come questa, il legislatore dovrebbe, senza troppi indugi, stabilire una riserva, ossia fissare che, nel caso la legge ordinaria non dovesse essere approvata in tempo utile, i parlamentari della circoscrizione estero, verranno eletti nei 30, 60 o 90 giorni successivi alle elezioni politiche nazionali. La legge ordinaria deve assicurare la esecutività dei nuovi principi introdotti dalla nostra Costituzione, disciplinandone la esecuzione, le formalità attuative, le modalità (tempi e forme di applicazione).

Se è stato possibile introdurre il voto per corrispondenza, una fattispecie insolita nella nostra legislazione, non si vede perché non si possa introdurre una norma transitoria che preveda, per la prima elezione dei parlamentari della circoscrizione estero, "la riserva". Un Parlamento garantista dovrebbe contemperare le due esigenze: quella di rendere attuali le prescrizioni costituzionali e l’altra di fare una legge che soddisfi a larga maggioranza i legislatori.

A nostro avviso i problemi non riguardano soltanto i tempi tecnici, quanto la convenienza effettiva dei partiti … tra i quali molti non sono d’accordo a riconoscere una rappresentanza parlamentare degli italiani all’ estero, ancorché sancita dalla Costituzione.

Abbiamo registrato con piacere le dichiarazioni dei grossi partiti sulla disponibilità a farci votare, ma abbiamo registrato anche le riconsiderazioni che sono intervenute, i passi indietro compiuti. Perciò non ci attendiamo regali, convinti che, se non respingeremo con fermezza ed argomentazioni valide i tentativi che si stanno operando per non farci votare, non voteremo piú e la legge di "attuazione del voto all’ estero" fará la fine che fecero le leggi di attuazione regionali… tra vent’anni i nostri figli staranno ancora aspettandone l’entrata in vigore. (Vitaliano Vita-Pagine/Inform)

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Interessante la proposta di Vita, però la riteniamo inattuabile in quanto il previdente legislatore ha "costituzionalizzato" che se non entra in vigore la legge ordinaria non si vota! (ndr)


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