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INFORM - N. 33 - 14 febbraio 2001

Rinviato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato l'esame del "voto all'estero": priorità al "conflitto di interessi"

Il senatore Schifani (Forza Italia) contrario a far votare alle prossime elezioni solo gli iscritti all'AIRE

ROMA La Commissione Affari Costituzionali del Senato non ha ancora ripreso, nella seduta pomeridiana di mercoledì 14 febbraio, l'esame del disegno di legge sul voto degli italiani all'estero. Ad una richiesta sui "tempi" da parte della senatrice Pasquali di Alleanza Nazionale, il presidente Villone ha risposto dando assicurazione che l'esame riprenderà non appena esaurita la trattazione del disegno di legge sul conflitto di interessi.

Intanto, in una nota diffusa dal Dipartimento degli italiani all'estero di Forza Italia, il senatore Renato Schifani si dichiara contrario alla "norma transitoria" proposta dalla relatrice D'Alessandro Prisco per consentire, sia pure limitatamente agli iscritti all'AIRE, l'esercizio del voto sin dalle prossime elezioni. Va rilevato che la stessa norma transitoria aveva ricevuto l'avallo del Comitato di presidenza del CGIE che si era riunito l'8-9 febbraio. In quella circostanza il Segretario generale Franco Narducci aveva affermato che "la norma transitoria non consente più alibi alle forze politiche: dovrà venire allo scoperto chi non vuole che gli italiani all’estero partecipino alle prossime elezioni".

"La maggioranza ed il Governo intenderebbero far approvare una legge elettorale che, in sede di prima applicazione, riconoscerebbe il diritto di voto soltanto agli iscritti nei registri AIRE, negando così questo diritto a quel milione e trecentomila di italiani che sono invece iscritti soltanto negli albi consolari e quindi facilmente reperibili", dichiara il senatore Renato Schifani di Forza Italia, componente della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Tutto ciò perché il Governo non ha mai aggiornato l'elenco AIRE, adeguandolo alle risultanze degli albi consolari. Sebbene la Commissione Affari Esteri del Senato, nel settembre 2000, avesse approvato all'unanimità un testo di legge con cui si assicurava l'assunzione temporanea di 350 unità lavorative per tali aggiornamenti, questo disegno di legge non è stato mai inserito all'ordine del giorno dell'aula per esclusiva responsabilità della maggioranza che, notoriamente, indica le priorità e il calendario dei lavori.

"Questa la verità - prosegue l'esponente di FI -. Tutto il resto è soltanto disinformazione e propaganda. Abbiamo chiesto al Governo un testo con cui si garantisca in maniera compiuta e certa il diritto di voto a tutti i nostri concittadini all'estero, perché è inammissibile che l'esercizio di tale diritto costituzionale possa essere subordinato ad inadempienze del Governo ed a fatti estranei all'elettore.

"Se si vuole una legge truffa - conclude Schifani - la si approvi da parte della maggioranza". (Inform)


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